Eccellenza

Il presidente Falcone: «Cara Acri ti scrivo. E’ stato bello, ma…»

Il numero uno dell’Acri Santo Falcone ha scritto una lettera aperta a tutti i tifosi rossoneri dopo l’eliminazione di domenica dai playoff ad opera del Castrovillari. «”È vero. Nemo propheta in patria. Ma l’ assordante silenzio che ha accompagnato quest’anno, mi fa male».

«Cari tifosi e sportivi tutti, voglio scrivervi qualcosa ora che la stagione è davvero terminata. Lo voglio fare in modo sincero e il più spontaneo possibile. Per raccontarvi questa stagione voglio partire dalla fine: dall’ultima partita, la finale di Castrovillari.

Questa partita come sapete bene, non è una normale partita, ma per chi tifa Acri o Castrovillari, il “derby” è la partita.

Da tifoso e in questa occasione da presidente l’ho vissuta davvero con il cuore a mille. Man mano che mi avvicinavo allo stadio l’ansia, la tensione, salivano salivano e salivano sempre più, sentivo quasi un peso sullo stomaco, al punto che mi era difficile anche parlare. Non posso farci nulla, purtroppo io le partite le vivo così. Arrivato allo stadio, dopo aver visto quell’imponente servizio d’ordine, simile a quello di una partita di campionari molto più importanti, mi sono recato come al solito davanti allo spogliatoio, in attesa dell’uscita della squadra per il consueto riscaldamento. Da buon presidente, chiedo a tutti i calciatori,come al solito, se tutto è apposto, ed una volta sinceratomi dello stato della squadra mi sono recato in tribuna dove nel frattempo sono arrivati altri tifosi rossoneri, pochi (ma buoni) come del resto tutta la stagione. La mia stima assoluta va a quelli che hanno dimostrato vicinanza venendo a Castrovillari, per il resto invece rimango quasi basito. Tanti, troppi tifosi assenti in trasferta e poco presenti in casa, ma la colpa è sicuramente della società che non ha saputo avvicinarli.

La mente inevitabilmente mi ritorna indietro, penso a tutta l’annata : dall’iniziale entusiasmo che aveva contagiato tutti fino ad arrivare alle chiacchiere da bar di coloro che prima ti hanno coinvolto e poi abbandonato.

Perchè come spesso accade, in tante piazze, siamo tutti allenatori, giocatori e dirigenti. C’è solo un piccolissimo particolare: spesso lo siamo solo a parole e con i soldi degli altri.

Capita ed è capitato anche ad Acri quest anno che ognuno ha il proprio allenatore da proporti, ognuno ha il calciatore da piazzarti. E spesso, se non prendi l’allenatore o il calciatore che ti viene proposto da chicchessia, la cosa migliore che ti viene propinata è l’abbandono. Ti ritrovi solo.

Ho saputo che nell’anno che verrà anche i muti potranno parlare, mentre i sordi già lo fanno, per cui ogni squadra avrà circa 10 allenatori ed una rosa di 50 giocatori in modo che tutti possano essere felici e contenti.

In questo mondo di dirigenti con il portafoglio altrui esistono anche quelli che dicevano che avremmo dovuto prendere solo calciatori acresi. Abbiamo cercato di accontentarli e se fate mente locale ad inizio anno tanti giocatori acresi erano in rossonero. Ma anche in questo caso è accaduto qualcosa di strano: chi tiene veramente alla maglia e chi aveva voglia realmente di mettersi a disposizione è rimasto, gli altri invece (tanti) forse erano già pronti per il debutto in Champions League e sono andati via.

A questa fase finale ci siamo arrivati con tante difficoltà, ci siamo arrivati senza avere grossi aiuti e pagandoci da soli (come sempre) ristoranti, pullman per le trasferte, e da questa stagione anche l’energia elettrica allo stadio. Senza dimenticare la manutenzione dello stesso impianto, pagata da questa società. Il Comune di Acri, poiché in dissesto, non ha potuto aiutarci in alcun modo.

Forse ho preso la squadra nel momento sbagliato, anche se fondamentalmente ho soddisfatto il mio desiderio di essere dirigente della squadra del mio paese.Per me questo è un orgoglio.

Nel mio primo anno in Eccellenza, siamo riusciti ad arrivare alla finale play-off. E’ stato nel bene e nel male comunque una stagione soddisfacente, ma per come la penso io sicuramente non il massimo di ciò che mi sarei aspettato. Ritengo, però, che quando si fa qualcosa non si debba “cercare” di fare il meglio, ma farlo e basta.

Sono fiero di aver fatto quello che ho potuto, con sacrificio e forza di volontà. Cercando di mettere sempre il massimo. Qualsiasi squadra sia venuta ad Acri ha trovato ospitalità e dignità, cosa che non posso dire di aver sempre ricevuto io in alcune delle trasferte. Ma questa è un’altra storia, la storia di indiani e sceriffi. Io ho dato il meglio di quello che potevo dare.

Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine,condividendo con me spesso le 12 ore di trasferte domenicali e non solo.
Ringrazio Francesco Cassavia, Tonino Azzinnari, Angelo Bonanno, il mitico autista “Sergihno” ed il cassiere Angelo Cofone. Ringrazio il tutto fare e sempre presente Tonino “Scascia” Altomari, Ringrazio Mario Gencarelli e tutto lo staff che a La Mucone ha curato minuziosamente il campionato Allievi. Ringrazio mister Stumpo e mister Alfonso Reale, con i quali abbiamo vinto il campionato Allievi ed abbiamo ancora da disputare la finalissima provinciale. Ringrazio tutto lo staff tecnico della prima squadra (Rosario, Gigino, Carmine) il mister Renato Mancini e tutti i calciatori.

Un grazie anche a chi da dietro le quinte ha saputo portare il meglio alla causa dell’Acri. Grazie ad Angelo Belsito che si è prodigato alla ricerca di sponsor, ringrazio Francesco Spina che ho visto sempre sul campo per 40 partite con la sua immancabile voglia di “pallun” e con l’inseparabile macchina fotografica. Ringrazio il “grillo parlante” Franco Bifano sempre presente nella sala stampa del “Castrovillari” (lui è un mister mancato). Ringrazio tutti coloro i quali in ogni modo mi sono stati vicini.

Mentre ricordo il lato bello di questa stagione l’ansia sale sempre di più, insieme alla consapevolezza di aver dato davvero tutto il possibile. Penso al D.S. Angelo Gaccione ed al Vicepresidente Gianluigi Viteritti, ed Enzo Pellicorio a loro li ringrazio anche oltre al mondo del “pallone”. La mia tensione sale anche perchè dopo Castrovillari ho la consapevolezza che quegli spogliatoi li ho visti per l’ultima volta. Voglio restituire il tempo rubato dal calcio, alla mia famiglia ed ai miei figli. Loro non mi hanno mai abbandonato, ed anche a Castrovillari erano con me, mia figlia addirittura dopo un viaggio fatto da Perugia appositamente per essere al mio fianco e per tifare Acri. Forse il tempo perso la mia città non ha meritato di riceverlo. Ho paradossalmente ricevuto più complimenti ed elogi nel circondario, con telefonate e messaggi che dai miei concittadini. E’ vero, “nemo profeta in patria”, ma l’assordante silenzio che ha accompagnato quest anno mi fa male. Abbiamo dato il nostro meglio, ma in pochi sono riusciti a vederlo.

Finisce qui, ma nel mio cuore ci sarà sempre un Forza Acri, nonostante le tante malignità ricevute, il sentimento di invidia che ho riscontrato in tanti, le infinite critiche soprattutto da parte di quei tifosi che sono solo tifosi da tastiera. In bocca al Lupo da Santo Falcone».

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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