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Carabiniere finisce nei guai: è accusato di perquisizione arbitraria, minacce e lesioni personali

Carabiniere finisce nei guai: è accusato di perquisizione arbitraria, minacce e lesioni personali

Un maresciallo dei carabinieri finisce nei guai perché avrebbe effettuato perquisizioni ed ispezioni personali arbitrarie senza alcuna giustificazione nei confronti di una persona che lo stava fotografando mentre si intratteneva con altri soggetti.

Cinque capi d’accusa, nei quali il militare dell’Arma deve rispondere anche di aver procurato delle lesioni alla persona offesa, facendolo cadere a terra e cagionando alla vittima un trauma conclusivo al gomito destro con frattura del capitello radiale.

E inoltre, l’indagato è accusato anche di aver minacciato la persona offesa, proferendo le seguenti espressioni: «“Te la farò pagare, ti faccio vedere io, te la faccio pagare, dove cazzo devi andare”».

Il maresciallo, tuttavia, è accusato anche di aver redatto lui stesso l’informativa di reato che lo riguardava venendo meno ai doveri di imparzialità e buon andamento previsti dall’art. 97 della Costituzione e omettendo di astenersi in presenza di un proprio interesse, arrecando alla vittima, intenzionalmente, un danno ingiusto. Fatti avvenuti a Fuscaldo nel 2016.

Il carabiniere, M. F., difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Armando Sabato, ora è atteso dal giudice per l’udienza preliminare che si svolgerà il prossimo 27 giugno davanti al gup del tribunale di Paola.

La procura di Paola, coordinata dal procuratore capo Pierpaolo Bruni, e nel procedimento penale in questione rappresenta dal pubblico ministero Maria Francesca Cerchiara, chiederà il rinvio a giudizio. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Antonio Ingrosso. (Antonio Alizzi)

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