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Federico (Sky) aspetta il Cosenza in B: «Braglia è la svolta. A Compagnoni dico…»

Federico (Sky) aspetta il Cosenza in B: «Braglia è la svolta. A Compagnoni dico…»

– di Antonio Clausi –
Gianni Federico, responsabile della Serie B per Sky, risponde al collega Compagnoni svelando un aneddoto. Tra un ricordo commosso di Biscardi e di un Cosenza-Bari da bordo campo, poi aggiunge: «Braglia tecnico genialoide, il Cosenza sta buttando il cuore oltre l’ostacolo». 

Cosenza-Sambenedettese non sarà solo un duello tra grandi tifoserie rossoblù e tra squadre che sgomitano in campo a suon di gol e belle vittorie. Cosenza e Sambenedettese hanno infatti messo l’uno contro l’altro due uomini punta all’interno della redazione di Sky: Maurizio Compagnoni e Gianni Federico. La voce più importante dei big-match di Serie A ha giocato a carte scoperte esternando la sua fede, mentre il capo della Serie B pr Sky appena può fa un salto al Marulla. Fratello di Carlo Federico, responsabile relazioni istituzionali dei lupi e uomo di fiducia del patron Guarascio, in Tribuna Vip esulta ad ogni gol e freme quando gli avversari si rendono pericolosi. «Ho parlato con Compagnoni al momento del sorteggio – rivela – Gli ho detto che uno dei due deve interrompere la sua corsa. Mi ha detto che lo farà lui…». Se sia un atto purissimo di scaramanzia non è dato a sapersi, ma nel caso come non tollerarlo?

Federico, ha dato uno sguardo al tabellone? Il sorteggio ha sorriso al Cosenza…
«Sorriso fino ad un certo punto: la Samb è ben organizzata. Non è l’avversario più tosto che potesse capitarci, ma è un osso duro. Il suo pubblico quando gioca al “Riviera delle Palme” è l’uomo in più e in panchina siede Moriero, un tecnico esperto. Ritengo che sia il ritorno a San Benedetto del Tronto il match decisivo per il passaggio del turno».

Rispetto ad un anno fa, quando il Parma dava la sensazione di avere un piede e mezzo in B, non c’è una vera favorita. E’ d’accordo?
«Assolutamente sì ed è la fortuna del Cosenza. I Lupi erano partiti con l’idea di confermare il piazzamento e, in un particolare momento, tra i tifosi si è fatto largo lo sconforto. Bravo Braglia a riprendere l’ambiente e lo spogliatoio regalando risultati su risultati. L’allenatore è stato determinante».

Campionato non entusiasmante del Cosenza, ma playoff da sballo. Cosa è cambiato?
«La cura Braglia ha iniziato a fare effetto al momento giusto. Ha motivato la compagine facendo capire al collettivo di essere pieno di valori. Non sarà la migliore squadra sotto l’aspetto tecnico, ma i ragazzi stanno buttando il cuore oltre l’ostacolo facendo qualcosa di emozionante. Del resto soltanto così avrebbero potuto avvertire la vicinanza del pubblico che talvolta non c’è stata. In una piazza come la nostra, sapere che la gente ti segue è lo stimolo in più. Io ho seguito alcune partite al San Vito in cui i rossoblù non giravano a dovere e lo scoramento si toccava con mano».

A Sky la realtà del Cosenza come viene percepita?
«Prestiamo molta attenzione alle realtà locali perché sono serbatoio di tifosi e quindi per noi di abbonati. Alcune sono monitorate con attenzione per dimensione, blasone e storia. Ma Cosenza e Samb, ad esempio, sono tenute in giusta considerazione».

Lei è coordinatore della Serie B e conosce tutte le piazze. Molte sono meno calde e seguite di Cosenza. Cosa è mancato negli anni ai Lupi per il salto di qualità?
«La programmazione e la società. I risultati si stanno ottenendo non a caso da tre anni a questa parte una volta definiti i ruoli chiave e le responsabilità del proprio settore. Si è registrato un cambio di passo, inoltre la solidità e la serietà, non comuni specialmente in alcune realtà del sud, si trasferiscono nel raggiungimento dei risultati. Ma vorrei tornare su Braglia, allenatore di categoria e genialoide. Ha atteggiamenti forse un po’ borderline, ma sa quali corde toccare per far rendere al massimo la squadra pur non avendo la macchina migliore».

Sia sincero, il presidente Guarascio ogni tanto si è rivolto a lei per qualche numero di telefono di allenatore?
«Da Sky qualche contatto è arrivato in società. Non quello di Braglia però».

Si parla molto di rivoluzionare il calcio. Lei e favorevole alle seconde squadre e se sì, perché?
«Le seconde squadre porteranno un giovamento ai campionati in cui saranno inserite. La metodologia di introduzione, tuttavia, non è stata delle migliori: avrei auspicato maggiore organizzazione. La Serie B si è sentita esclusa dalla discussione e ritiene di aver subito un’imposizione calata dall’alto. Ho un rapporto quotidiano con buona parte dei presidenti e il loro atteggiamento “ostile” non è a causa delle formazioni-B, ma per il modo in cui tutto è stato intimato. Nei giorni scorsi Costacurta ha riconosciuto che le cose andavano fatte in modo diverso e che riproporranno in maniera più condivisa il progetto tra qualche settimana».

La sua carriera è partita con Aldo Biscardi.
«Se non lo avessi incontrato, non avrei fatto questo mestiere. L’ho conosciuto nel 1990 e lavorai con lui al Mondiale delle notti magiche, da allora rimasi uno dei suoi più stretti collaboratori. Fu un grande professionista e, a parte l’aspetto folklristico, aveva forte senso della notizia e fiuto per ciò che voleva il pubblico. Ha inventato un genere mettendo in tv il calcio chiacchierato. Ora le imitazioni sono svariate».

L’evoluzione della pay-tv in Italia l’ha vista in prima linea.
«Vero, ho attraversato tutte le varie fasi. L’elemento che ha permesso alle pay-tv di entrare nelle case degli italiani in maniera stabile è l’aspetto economico, perché le società sono quasi dipendenti dai contributi erogati. Oggi entriamo negli spogliatoi, parliamo con un tesserato o un ds prima del match e sono tutte cose che vengono pagate. Le società e gli stessi atleti sanno che ne ricavano degli utili sebbene talvolta non gradiscano avere le telecamere ovunque».

Cosenza-Bari le dice qualcosa?
«Prima serale dei Lupi in pay-tv, io facevo il bordo campo. La ricordo benissimo. Vivo lontano, ma ho legami indissolubili con Cosenza e vengo, quando posso, al Marulla. E’ da quando ero bambino che coltivo tale passione con mio fratello Carlo: fu nostro padre a portarci per la prima volta allo stadio».

Alla fine, cosa rispondiamo a Compagnoni?
«Maurizio è un mio fratello minore, eccellente telecronista e amico. Ha già detto che interromperà lui la corsa…».

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