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Analisi tattica: Cosenza, hai una marcia in più rispetto alla Samb

Analisi tattica: Cosenza, hai una marcia in più rispetto alla Samb

di Gianluca Gagliardi*
La gara con la Sambenedettese verrà ricordata anche per  lo spettacolo (inatteso in termini numerici) offerto dal pubblico di fede rossoblù di casa, ancora una volta dimostratosi di categoria superiore.

Cosenza Sambenedettese sarà ricordata soprattutto per lo spettacolo (inatteso in termini numerici) offerto dal pubblico di fede rossoblù di casa, ancora una volta dimostratosi di categoria superiore!

Premessa dovuta da parte di chi vive il calcio nella sua totalità e quindi nell’emozione che si prova in questi contesti dove il cuore va veramente oltre l’ostacolo.

La squadra risponde presente all’invito del suo pubblico e sfodera la terza prestazione importante di fila.Braglia ripropone l’11 vincente dell’andata contro il Trapani in contrapposizione ad un avversario con stesso modulo (3-5-2) e con caratteristiche simili.

Squadra giovane quella di Moriero, che ha nel suo uomo guida un ’98 di belle speranze, Bove, ma chiaramente in difficoltà in simili contesti. Cosenza che ha dato subito l’impressione di avere una marcia in più dell’avversario al quale ha dato pressione imprimendo alla sfida un ritmo elevato.

Samb un po’ per scelta e un po’ costretta dal Cosenza a difendersi nella propria metà campo con tutti i suoi effettivi. Questo le ha consentito di rischiare meno non concedendo spazio e profondità alle due punte silane costrette a muoversi più in ampiezza che appunto in profondità. Mungo e Bruccini (penso per decisione dell’allenatore) hanno garantito ai Lupi qualità e quantità in entrambe le fasi rendendosi pericolosi con i loro inserimenti volti a sfruttare gli spazi creati dai 2 compagni davanti. I tre difensori (Conson, Miceli e Patti) sono riusciti a limitare i nostri Tutino e Okereke aiutandosi come reparto consapevoli del rischio in caso di uno contro uno o se presi in velocità.

Spesso hanno fatto ricorso all’esperienza e alle cattive maniere in quelle occasioni che hanno dovuto affrontare i due guardandoli negli occhi. Questo a conferma che, anche e soprattutto nella gara di ritorno, dovranno preoccuparsi nell’alzarsi perché costretti a far gioco.

Ospiti che né prima e né dopo il gol del vantaggio silano hanno mai impensierito Saracco, rimasto inoperoso per tutti i primi 45’. L’ex Rapisarda a destra e il collega Valente dalla parte opposta sono sembrati i più pericolosi nelle loro incursioni, ma non hanno mai trovato l’appoggio dei compagni. Bellomo (ieri molto fumoso) e Miracoli sono stati ben marcati dai difensori di casa costringendoli ad indietreggiare qualora avessero voluto giocare qualche pallone.

Cosenza più reattivo, più tonico, più fisico e con più gamba che ha dominato il primo tempo dimostrandosi più squadra rispetto alla Samb.

I lupi in fase di non possesso sono stati sempre compatti e pronti ad aggredire ogni qualvolta l’avversario tergiversava (Bellomo) o si abbassava per ricevere (Bove) con un Palmiero in grande spolvero che, a differenza di altre volte, saliva alto ad attaccare il loro play o il loro possessore sulla linea difensiva.

Il pari della Samb, nato da un inizio in sordina, viene generato da un rimpallo sfortunato di un giocatore silano che non ha per nulla sfiduciato il gruppo rossoblù, ricaricato dal suo allenatore che decide un doppio cambio preferendo i muscoli e i centimetri di Baclet e Calamai alla corsa e qualità di Mungo e Okereke. Tecnico sempre attento e concentrato a ogni mossa necessaria da fare e da navigato quale è si dimostrata freddo di fronte all’euforia del popolo rossoblù e che ha il merito di indovinare (perché così si dice) la mossa vincente.Alla squadra e al suo splendido pubblico non rimane altro che seguire il suo condottiero.
*Gianluca Gagliardi, ex allenatore di Cosenza e Triestina

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