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Corsi, calciatore bandiera di nome e di fatto. «Cosenza, Occhiuzzi sapeva tutto»

Corsi, calciatore bandiera di nome e di fatto. «Cosenza, Occhiuzzi sapeva tutto»

Il capitano del Cosenza Angelo Corsi, a cui verrà offerto un biennale nella prossima settimana, evidenzia: «Durante le contestazioni io in prima fila per il carattere mite che mi ritrovo».

Angelo Corsi e il Cosenza, una scommessa vinta. Ed ora il capitano passa all’incasso. Nel 2014 decise di mettersi in gioco strappando un contratto di un anno e mezzo con l’Aprilia e accettando sei mesi al Marulla. Da quel giorno ha messo le tende fino ad essere nominato capitano nel ritiro di San Giovanni in Fiore nello scorso luglio. La prossima settimana con ogni probabilità rinnoverà per altri due anni: l’orientamento della società è questo, l’accordo economico in un modo o nell’altro arriverà.

«Stacco la spina dopo una stagione che mi ha visto in campo per quasi 50 partite – ha detto Corsi in un’intervista a Gazzetta del Sud – Solo allora parlerò con il direttore Trinchera e con il presidente. Io ho voglia di restare a Cosenza». L’uomo con la fascia sul braccio non fa mistero delle sue intenzioni, anche perché per molti è stato un punto di riferimento all’intero dello spogliatoio. Braglia lo sa bene e non ha intenzione di privarsi di lui, a maggior ragione che non occuperà alcuna casella over. In Serie B, alla sua sesta annata col club, sarà un calciatore bandiera di nome e di fatto.

«Ho fatto da chioccia a due ragazzi come Palmiero e Tutino – svela Corsi – che spesso e volentieri sono stati ospiti a casa mia. Anche nei momenti in cui faticavano a trovare spazio si sono sempre comportati bene. Tutti, nessuno escluso, abbiamo vissuto una stagione strana. Partenza da incubo, grande ripresa, poi ricaduta inaspettata. Siamo stati oggetto di dure contestazioni e situazioni di classifica negative. Io davanti a tutti nelle contestazioni? Non l’ho fatto perché ero il capitano, ma per il mio carattere tranquillo che mi consente di affrontare tutto di petto».

Corsi ha cementato un rapporto particolare con Roberto Occhiuzzi, vice di Braglia e preziosa pedina nello spogliatoio rossoblù. «E’ stato il mio mentore nel corso della stagione – dice il terzino – Dopo ogni passaggio mi confrontavo con lui per capire le nostre chance di successo. Una volta battuto il Trapani fuori casa è stato proprio Roberto a rompere gli indugi. Mi ha detto “Caro Angelo, siamo in Serie B” e mancavano ancora cinque partite alla fine. In noi c’era un continuo aumentare di positività e autostima».

Chiusura dedicata al futuro. «La riconferma di Braglia è un atto dovuto – taglia corto Corsi – La mia speranza è che rimangano anche tanti altri protagonisti del campionato. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che qualcosa andrà fatta».

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