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Cetraro, si aspetta per programmare il futuro. Possibile fusione con l’Acquappesa?

Cetraro, si aspetta per programmare il futuro. Possibile fusione con l’Acquappesa?

I biancocelesti, come ormai da anni, devono fare i conti con la situazione dell’impianto di gioco resa ancora più gravosa dal sequestro del vicino stadio di Acquappesa. Con i vicini si ragiona per una possibile fusione.

 

Situazione ancora ferma in casa Cetraro. La squadra bianco-celeste, dopo la sofferta ma meritatissima salvezza dello scorso anno nel campionato di Prima Categoria, non ha ancora mosso passi ufficiali per quella che sarà la prossima stagione agonistica. Come da anni ormai, il primo problema da affrontare è quello dell’impianto di gioco. I lavori di difesa marittima tardano ad iniziare e, nonostante le rassicurazioni dell’Amministrazione Comunale, il Cetraro inizierà il suo ennesimo anno sportivo senza alcun stadio nel quale disputare partite ed allenamenti. Dalla rinascita della società, datata estate 2013, i biancocelesti si sono sempre poggiati alla vicina Acquappesa. Prendendo in affitto il “Mario Gramigna” per le proprie attività. Ma quest’anno sorge un ulteriore problema, in quanto anche l’impianto acquappesano è posto sotto sequestro dallo scorso 6 aprile, in seguito alla mareggiata del 21 marzo. Allora, i danni procurati dalla forza del mare alla struttura, sembravano comunque poter permettere la normale attività delle società che facevano uso del “Gramigna” visto che comunque il Sindaco di Acquappesa, Giorgio Maritato, aveva immediatamente chiuso al pubblico la tribunetta danneggiata dal mare nelle sue fondamenta. E invece, ben 15 giorni dopo la mareggiata, il Comando dei Carabinieri di Guardia Piemontese ha preferito chiudere tutto l’impianto. Recando certamente disagio non solo all’Acquappesa, ma anche al Cetraro ed al Fuscaldo. Tutte e tre le squadre infatti, facevano uso di quella struttura viste le indisponibilità dei loro impianti. Il risultato è stato che il Cetraro ha dovuto giocare le sue ultime partite interne tra Belvedere e Tortora.
Una situazione, quella del “Gramigna” di Acquappesa, che da allora non è mutata.Il futuro della società biancoceleste è legato a doppio filo con la riapertura della struttura acquappesana, visto che al momento il Cetraro non ha nemmeno un campo dove potersi allenare. Staremo a vedere nelle prossime settimane quello che succederà. Nel frattempo, proprio con la Polisportiva Acquappesa, c’è stato un avvicinamento  per provare a ragionare su una possibile fusione. Il discorso tra le società è ancora in fase embrionale. Però da entrambe le parti, fino a questo momento, il discorso ha trovato terreno fertile. Riunire le forze in questo momento storicamente difficile per il calcio dilettantistico, potrebbe essere un buonissima idea per continuare la tradizione calcistica importante di due realtà come Cetraro ed Acquappesa. (Alessandro Storino)

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