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Cosenza, quando la musica riempie il cielo

Cosenza, quando la musica riempie il cielo

Stili differenti, ma un unico filo conduttore ha portato brani diversi tra loro come “Lupi alè”  e “Sloop John B” dei Lumpen a spingere la gente a far festa in piazza. In entrambi i casi è “musica popolare”.

Musica e pallone, binomio perfetto. Sul web esistono portali dedicati all’argomento e su Facebook pagine che non trattano d’altro. Poi c’è chi fischietta le note imbottigliato nel traffico e chi prova ad imparare a memoria le parole storpiando le strofe. Ci sono pezzi che accompagnano imprese sportive nel tragitto verso la gloria, o hit che saltano fuori a risultato raggiunto e che spopolano in un amen (“O-ke-re-ke” degli Zabatta Staila vi dice qualcosa?, ndr). Nell’era dei social non serve cercare la stazione radio giusta o mettere su un disco, basta un click.

Il Cosenza, che vince campionati una volta ogni dieci anni, è sempre stato scortato in vetta alle classifiche da una o più canzoni, cantate a squarciagola sugli spalti o per strada al momento di far baldoria. L’influsso delle mode del momento non ha mai influito al San Vito e il campionato ’87-’88 ne è la prima, clamorosa, dimostrazione.

I Nuclei Sconvolti e la curva rossoblù erano all’avanguardia dal punto di vista estetico e dei contenuti espressi. Le melodie di Clash, Pink Floyd, Ramones, Doors riempivano i pomeriggi degli ultrà eppure… la colonna sonora del ritorno in Serie B fu quasi una tarantella. “Lupi Alè” di Tonino Lombardi non escluse nessuno e dilagò in ogni angolo della provincia. Non ci fu bisogno neppure di discutere, fu quella e basta.

Il sentimento di carattere popolare ne generò un tale attaccamento da parte dei tifosi che nel ’98 si ripropose nuovamente, incuranti del fatto che fosse stata “decontestualizzata” da una decina di stagioni consecutive vissute tra i cadetti. Più in generale, fu il carattere di una promozione considerata “dovuta” e “risarcitoria” a stuzzicare poco l’inventiva della piazza. Insomma, quel pezzo c’era e quel pezzo andava più che bene.

Nel 2008, invece, qualcosa cambiò, ma fu l’apice di un percorso. Da qualche stagione “Magico Cosenza” di Mario Gualtieri aveva iniziato a far presa in trasferta, durante le serate dei tifosi e soprattutto in curva. Si cantava a mo’ di coro la strofa più significativa, quella del ritornello scritto con il cuore in rossoblù, finché non si ruppero gli indugi sparandola dagli altoparlanti a tutto volume. Per la terza volta in vent’anni fu la musica popolare a prendere per mano i supporter dei Lupi e a spingerli in piazza per dare sfogo alla gioia.

  1. Quanto accaduto di recente, invece, non deve far credere che si sia perso il filo conduttore col passato. E’ stato semplicemente rivisto in salsa bruzia alla luce della comparsa dei social e della diffusione capillare del particolare nel mondo del web. “Sloop Jophn B” dei Lumpen (foto cosenzacalcio) ha conquistato tutti grazie ad internet, a Youtube, alle condivisioni, a Facebook, ai siti che hanno favorito un processo altresì impossibile: convincere chi era abituato ad altre sonorità che quella fosse la canzone giusta per mille motivi. Quali? Ad esempio che i Lumpen fossero un gruppo di Cosenza già apprezzato al Marulla e nei concerti per un altro brano dedicato alla squadra (“Fino alla vittoria”, ndr), che quando salgono sul palco c’è quasi sempre una maglia rossoblù e che quel “sembra impossibile” stesse diventando finalmente realtà. (Antonio Clausi)

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