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Falsi precari all’Asp di Cosenza, l’avvocato Rosa: «Le vere vittime sono i lavoratori»

Falsi precari all’Asp di Cosenza, l’avvocato Rosa: «Le vere vittime sono i lavoratori»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dall’avvocato Riccardo Rosa del foro di Castrovilllari, difensore del sindacalista Franco Mazza e di altri precari coinvolti nell’inchiesta dell’Asp di Cosenza. 

Gentile Direttore,

con riferimento agli sviluppi mediatici legati alla recente conclusione della indagine operata dal dott. Visconti, quale S. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, nel procedimento penale sul precariato nell’Asp di Cosenza, evidenzio, il grande turbamento ed il profondo senso di sconforto del sindacalista Francesco Mazza e di altri lavoratori da me assistiti.

Il contesto cui faccio riferimento sembra essere ambientato nel saggio di Manzoni “Storia di una colonna infame” ed al processo intentato a Milano, durante la terribile peste del 1630, contro due presunti untori, ritenuti responsabili del contagio pestilenziale.

Ebbene la vicenda dei lavoratori in questione, le cui generalità sono state pubblicate senza tenere conto del fatto che sono incensurati ha assunto tratti grotteschi sui quali la stampa non ha ancora posto i riflettori.

In realtà la vicenda può essere rappresentata, considerata la revoca in autotutela della convenzione tra la Regione Calabria e l’Asp di Cosenza, come il più grande caso di lavoro in nero nella pubblica amministrazione.

Ed infatti chi ha lavorato per un anno intero presso l’Asp di Cosenza, con risultati riconosciuti in tutte le documentazioni attenzionate, non ha ottenuto, per ragioni ancora oggi non chiare, alcun pagamento di quanto maturato ed oggi risulta indagato per concorso in abuso di ufficio.

Il sindacalista Mazza, anch’egli posto alla gogna mediatica, non ha garantito favoritismi e clientele, bensì ha rappresentato sindacalmente una fetta, forse scomoda, del precariato calabrese.

Chiedo, pertanto, alla stampa ed ai canali di informazione, di attendere i tempi di giustizia prima di pubblicare i nominativi dei precari oggi indagati, il tutto anche al fine di contribuire al raggiungimento degli scopi di verità che ogni indagine tende a mantenere.

Sarebbe questo un buon modo per aiutare la vera fascia debole di questa vicenda, ovvero i lavoratori.

Tanto dovevo.

Avv. Riccardo Rosa

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