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APOCALISSE | Ultime battute del processo sul narcotraffico: parola alle difese

APOCALISSE | Ultime battute del processo sul narcotraffico: parola alle difese

Si avvia verso la conclusione il processo “Apocalisse”, l’inchiesta sul presunto narcotraffico gestito a Cosenza dal gruppo diretto, promosso e organizzato, secondo la Dda di Catanzaro, da Marco Perna.

Un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che, a dire della pubblica accusa, è stata dimostrata nella lunga e complessa istruttoria dibattimentale, all’interno della quale si sono susseguiti diversi pentiti che, il più delle volte, hanno confermato le accuse mosse dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Cosenza. A cominciare da Silvio Gioia, dal cui pentimento iniziarono le indagini, fino a Luca Pellicori, braccio destro di Marco Perna, e deciso a collaborare con la giustizia poco dopo l’inizio del processo davanti al tribunale collegiale di Cosenza. 

LE RICHIESTE. I pubblici ministeri Camillo Falvo e Domenico Assumma hanno chiesto 28 anni di carcere per Marco Perna, 25 anni per Giovanni Giannone, 23 anni per Andrea Minieri, 22 anni per Pasquale Francavilla, 17 anni per Giuseppe Chiappetta, 15 anni per Alessandro Cairo, 12 anni per Riccardo Gaglianese, 12 anni per Ippolito Tripodi, 12 anni per Paolo Scarcello, 12 anni per Francesco Scigliano, 11 anni per Danilo Giannone, 11 anni per Giacinto Bruno, 8 anni e 6 mesi per Ivano Ragusa, 8 anni per Giuseppe De Stefanis, 8 anni per Alessandro Ragusa, 5 anni per Francesco Porco,  4 anni per Denis Pati, 4 anni per Domenico Caputo, 3 anni per Andrea D’Elia, 3 anni per Francesco Muto e 3 anni e 6 mesi per il pentito Luca Pellicori. 

LE DIFESE. L’imponente collegio difensivo, nel corso delle rispettive discussioni, ha sempre ribadito l’assoluta estraneità ai fatti contestati dei loro assistiti, facendo emergere la contraddittorietà dei pentiti apparsi in aula e l’insussistenza delle ipotesi accusatorie relative al narcotraffico, sia sulla base delle indagini svolte dai carabinieri, sia su quanto emerso dall’istruttoria dibattimentale. Concetti ribaditi oggi, nel corso di un’udienza straordinaria, dagli avvocati Antonio Ingrosso, Giuseppe Lanzino, Francesca Gallucci, Antonio Quintieri e Mario Scarpelli.

In particolare, l’avvocato Ingrosso, difensore di Giannone, ha evidenziato come i collaboratori di giustizia non hanno fornito alcuna indicazione utile che provi il coinvolgimento nell’associazione dedita al narcotraffico del suo assistito. Per il legale Ingrosso, così come ribadito da altri suoi colleghi prima dell’udienza di oggi, mancano i riscontri e quelli forniti dalla polizia giudiziaria non sono sufficienti. 

Ricordiamo che i carabinieri nel box di via Pisani sequestrarono un vastissimo quantitativo di droga che la Dda di Catanzaro ha attribuito proprio al gruppo Perna. 

La prossima udienza è stata fissata per il 17 luglio, giorno in cui dovrebbero concludersi le discussioni difensive. Dopo l’eventuali repliche, il tribunale di Cosenza, presieduto dal presidente Salvatore Carpino, si riunirà in Camera di Consiglio per emettere la sentenza di primo grado. I tempi si annunciano lunghi. (a. a.)

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