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San Marco Argentano, stalking e violenza sessuale: arrestato un 47enne

San Marco Argentano, stalking e violenza sessuale: arrestato un 47enne

Gravissimo episodio di cronaca nera a San Marco Argentano, dove questa mattina i carabinieri della Compagnia, diretta dal capitano Giuseppe Abrescia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 47enne.


Gravissimo episodio di cronaca nera a San Marco Argentano, dove questa mattina i carabinieri della Compagnia, diretta dal capitano Giuseppe Abrescia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di L. C., 47 anni, di San Marco Argentano, accusato di stalking e violenza sessuale ai danni dell’ex moglie, dalla quale si era separato di recente.

Il provvedimento che limita la libertà personale dell’indagato è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza, Piero Santese, che ha accolto in toto la richiesta di misura cautelare in carcere avanzata dalla procura di Cosenza, a seguito delle indagini svolte dai carabinieri di San Marco Argentano.

I fatti risalgono al 2017, quando la relazione tra l’arrestato e la persona offesa si incrina al punto che l’uomo avrebbe iniziato ad assumere un atteggiamento persecutorio nei confronti della donna, con la quale aveva aperto un agriturismo in una zona periferica di San Marco Argentano, per poi avviare una nuova attività di ristorazione all’interno di un noto albergo della cittadina normanna.

Atti persecutori, si legge nel provvedimento, sfociati anche in violenza fisica e sessuale, e minaccia con l’uso delle armi, ovvero due pistole, e di coltelli usati per intimorire la parte offesa, accusata dal suo ex uomo di averlo tradito con un altro ragazzo di San Marco che orbitava nella zona del ristorante, specialmente nell’ultimo periodo.

E tra le altre cose, così come ha raccontato la procura di Cosenza, il 47enne di San Marco Argentano avrebbe anche obbligato la donna ad abortire ritenendo che il bambino che portava in grembo non fosse suo.

I fatti contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare sono arricchiti anche da numerose testimonianze che secondo il gip di Cosenza collimano alla perfezione con il racconto della donna, vittima di tanti episodi nei quali è stata umiliata e minacciata di morte. Come quando l’uomo, facendo vedere i proiettili a una ragazza che lavorava nel ristorante, avrebbe voluto ucciderla, desistendo dall’istinto omicida e recandosi successivamente dai carabinieri per denunciare la sua ex moglie di averlo aggredito e graffiato al viso. La donna, però, controreplicò alle accuse affermando che il 47enne era andato per ucciderla. E le minacce, in precedenza, erano state pesanti, al punto che l’uomo cosparse la vittima di benzina per darle fuoco e in un secondo episodio avrebbe voluto incendiare la casa dove abitava la signora, “promettendole” di sterminare tutta la sua famiglia.

Episodi troppo gravi che hanno fatto scattare la manette per il 47enne, ora rinchiuso nel carcere di Cosenza. L’uomo, difeso di fiducia dall’avvocato Benigni Cerchiaro, sarà interrogato mercoledì mattina dal gip Santese. (a. a.)

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