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«Solidi legami fra i Casamonica e soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta»

«Solidi legami fra i Casamonica e soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta»

La ‘ndrangheta, leader mondiale del traffico di stupefacenti, aveva dato credibilità al clan “Casamonica” di Roma per un grosso quantitativo di droga. Sono le conclusioni del gip di Roma, a seguito delle indagini effettuate dai carabinieri e coordinate dalla Dda di Roma, contro il pericoloso gruppo mafioso presente nel litorale romano e in buona parte della Capitale. 

Le investigazioni dei carabinieri si concentrano su due personaggi: Guerino Casamonica, detto Chicco, e Domenico Strangio, esponente della famiglia di San Luca, nel cuore dell’Aspromonte.

E’ il 19 febbraio del 2016 quando i due vengono intercettati a bordo di una macchina di grossa cilindrata. il dialogo, secondo il gip, dimostra «l’esistenza di solidi legami fra i Casamonica e soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta, legami che consentono al sodalizio» dei Casamonica «di usufruire di canali privilegiati per l’approvvigionamento di cocaina». 

La mafia calabrese, evidenziano i carabinieri e i magistrati della Dda di Roma, «gode di una posizione di sostanziale monopolio dell’importazione di cocaina dai paesi sudamericani». 

Nel caso in questione, Guerino Casamonica aveva come interlocutore «un giovane dalla marcata inflessione calabrese, poi identificato in Domenico Strangio, appartenente all’omonima cosca Strangio detta Barbari di San Luca, attiva nel settore del traffico di stupefacenti ed armi». 

Per procedere all’acquisto del chilo di cocaina, e tenuto del grado di purezza della stessa pari all’86-87% del prodotto iniziale, Guerino Casamonica avrebbe riferito a Strangio che la “partita” poteva essere chiusa solo se suo zio fosse stato d’accordo. Secondo gli inquirenti parliamo o di Salvatore Casamonica o di Pasquale Casamonica, detto Rocky. La cifra che doveva essere spesa per comprare la cocaina era di 46mila euro, in linea con gli standard sul mercato. 

La conversazione viene ascoltata dai carabinieri che percepiscono anche un rumore, probabilmente riconducibile a una dose di cocaina da vendere ai Casamonica. 

I due si trovano nei pressi di piazza di Spagna, ma rimane il fatto che la Dda di Roma non sa se il chilo di cocaina sia stato realmente acquistato dai Casamonica e ritiene che Strangio abbia ceduto un quantitativo di cocaina pari a 1,3/1,2 grammi con un grado di purezza tra 86% e 87% quale “campione” da testare. 

Strangio, evidenzia il gip, avrebbe comunque venduto il grosso quantitativo di cocaina anche nello stesso giorno se i Casamonica avessero acconsentito all’acquisto. Si deduce infatti dalla frase esternata dal calabrese, quando dice «puoi venire pure questa sera… se ci vediamo subito facciamo più cose». (a. a.)

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