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Il procuratore generale Lupacchini: “Non esistono faide nella magistratura cosentina”

Il procuratore generale Lupacchini: “Non esistono faide nella magistratura cosentina”

Otello Lupacchini è un apprezzato magistrato che oggi dirige la procura generale di Catanzaro, sotto la quale lavorano il Distretto di Catanzaro, che comprende la Dda e la procura ordinaria del capoluogo di regione, e le procure di Cosenza, Paola, Castrovillari, Crotone e Vibo Valentia. 

Nell’ultimo mese è stato invitato a presenziare a tre conferenze stampa, a seguito di arresti effettuati dagli uffici inquirenti coordinati, rispettivamente, dai procuratori capo Eugenio Facciolla e Pierpaolo Bruni, i quali hanno scoperchiato un sistema di corruzione e turbative d’asta nei comuni di Amantea, Maierà, Buonvicino, Aieta, Corigliano Calabro e Cariati.

Oggi il procuratore Lupacchini ha commentato, invece, le indagini della procura di Paola sul comune di Guardia Piemontese. Un nuova inchiesta nella pubblica amministrazione, che ha portato all’arresto del sindaco Vincenzo Rocchetti e del responsabile dell’ufficio tecnico Giuseppe Caruso. Di questa inchiesta ne parleremo in altri servizi.

Ciò che preme evidenziare oggi sono le dichiarazioni del procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, in merito al mondo della magistratura cosentina che, nelle ultime settimane, ha fatto registrare diversi scossoni al suo interno.

Lupacchini, firmatario di una durissima relazione ministeriale contro la procura di Cosenza, dove si parlava di diversi magistrati, ha spiegato che lui non sta dalla parte di chi lo invita a partecipare nelle conferenza stampa, ma il suo compito è quello di “far rispettare le regole”.

In effetti, il magistrato Lupacchini non è mai stato invitato finora né dalla procura di Cosenza né dalla Dda di Catanzaro, eppure dal giorno del suo arrivo entrambI gli uffici inquirenti hanno portato a conoscenza dell’opinione pubblica diverse inchieste importanti.

“Non c’è alcun asse tra me e i due procuratori Facciolla e Bruni contro un altro procuratore di Cosenza e un procuratore aggiunto della zona”, chiaro riferimento al procuratore capo Mario Spagnuolo e al procuratore aggiunto della Dda Vincenzo Luberto, menzionati nella famosa “relazione Lupacchini”. “Non c’è nulla di tutto questo – ha aggiunto il procuratore generale di Catanzaro – perché cerco di mantenere un profilo istituzionale alto, poi c’è qualcuno che si fida del procuratore generale e c’è chi vede il procuratore generale come un nemico, ma io non sono il nemico di nessuno. Faccio rispettare le regole nei limiti di quella che è la mia competenza”.

“Ogni operazione coordinata dalla magistratura – ha spiegato Otello Lupacchini – segna un momento negativo nel sistema della prevenzione, non è un successo della magistratura, perché essa si limita a certificare l’insuccesso della prevenzione ed è un punto di partenza e non è un punto d’arrivo. Da questo momento dovranno essere raccolte le prove nel contraddittorio, se si debba o meno punire coloro i quali sono indagati”.

Lupacchini dimostra ancora una volta di non aver alcun motivo per nascondersi dietro un dito e le sue apparizioni non devono essere viste, all’interno della magistratura, come una presa di posizione del procuratore generale a favore o contro una procura. Rimane il fatto che, oggi più di prima, in una parte della magistratura cosentina esiste più di un imbarazzo nei confronti del ruolo assunto dal magistrato romano. Nessuna faida, parola di Lupacchini. (Antonio Alizzi)

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