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Il Tar boccia l’Avellino. Gli irpini sono fuori, fa festa anche il Siena

Il Tar boccia l’Avellino. Gli irpini sono fuori, fa festa anche il Siena

Nulla da fare per l’Avellino nemmeno davanti alla giustizia amministrativa. Il Tar del Lazio infatti ha rigettato l’istanza cautelare per ottenere la sospensiva utile all’ammissione con riserva in B.

Nulla da fare per l’Avellino nemmeno davanti alla giustizia amministrativa. Il Tar del Lazio infatti ha rigettato l’istanza cautelare per ottenere la sospensiva utile all’ammissione con riserva in B.

L’Avellino, infatti, questa mattina a Roma ha ingaggiato una battaglia legale presso la sede del Tribunale Amministrativo regionale, ma alle 15.20 è arrivato ala notifica che sancisce dopo nove il nuovo addio dell’Avellino alla Serie B. Per gli irpini si spalancano le porte della Serie D con tutti i contro del caso.

L’oggetto del contendere non è stato di natura finanziaria (stipendi ed emolumenti sono ok, ndr), ma riguardava la fideiussione presentata con la società romena Onix Asigurari. Il fondo assicurativo, infatti, sarebbe stato sprovvisto di un requisito richiesto al momento dell’iscrizione: il rating.

Il club biancoverde è quindi, definitivamente, fuori dalla Serie B. Dopo gli esiti negativi nei gradi di giustizia sportiva con pronuncia della Covisoc, della Federazione Italiana Giuoco Calcio e del Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, anche in ambito ordinario, il ricorso dell’Avellino viene respinto.

A questo punto, si libera un terzo posto dopo quelli di Bari e Cesena occupati (al momento) da Catania e Novara. Al posto dell’Avellino fa festa il Siena, battuto dal Cosenza nella finale dei playoff di Serie C dello scorso 16 giugno. Si usa il condizionale per tutti e tre le formazioni perché pendono sulla Lega di B i ricorsi di Entella e Ternana sulle sentenze relative al caso plusvalenze che interessa il Cesena (i romagnoli sarebbero retrocessi all’ultimo posto della classifica e si salverebbero i liguri, ndr) e al cambio in corsa dei criteri dei ripescaggi che hanno permesso a piemontesi ed etnei di sentirsi in B.

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