Tutte 728×90
Tutte 728×90
Tutte 728×90

Riace, dove il razzismo è stato sconfitto. Il reportage [FOTO]

Riace, dove il razzismo è stato sconfitto. Il reportage [FOTO]

– di Giulio Cava
Il “Modello Riace” messo in piedi dal sindaco Mimmo Lucano minato dai mancati finanziamenti. In paese non ci sono distinzioni di razza o cultura e con il lavoro inclusivo dei migranti il borgo è rinato.

RIACE (REGGIO CALABRIA) La fascia da sindaco appesa alla parete della Taverna “Donna Rosa”, una delle tante strutture animate dai rifugiati che dal 1998 sono sbarcati a Riace e fanno parte del sistema di accoglienza, noto al pubblico con la sigla “Modello Riace”, messo in piedi dal sindaco Mimmo Lucano. Il primo cittadino del centro ionico da più giorni è in sciopero della fame per protestare contro l’esclusione di Riace dai finanziamenti statali per il mantenimento del sistema d’accoglienza. Riace è un piccolo borgo adagiato su una spalla dell’Aspromonte. Riace Marina è il polo turistico principale. In tutto circa 2000 abitanti. Dopo la sbarco di 200 profughi del Kurdistan, Lucano ha messo in piedi un nuovo modo di accogliere ed integrare nel tessuto sociale i migranti provenienti dal medio oriente e dai paesi dell’Africa centro-settentrionale. I migranti qui vengono ospitati in appartamenti indipendenti, appartenenti a persone ormai lontane da Riace. Con le politiche di inclusione, molti migranti hanno aperto dei negozi nel paesino dove vennero, nel 1972, scoperti i Bronzi tutt’oggi conservati al museo Nazionale di Reggio Calabria. Laboratori di tessile, di ceramica, artigianato in generale, vestiario. Anche la raccolta differenziata porta a porta. La coesistenza delle diverse nazionalità è garantita da circa 70 mediatori culturali, assunti dal comune e facenti parte del sistema Sprar, nato per sostenere l’integrazione sociale ed economica. Ora le cose stanno cambiando. Riace è stata esclusa dal saldo luglio-dicembre 2017 (parliamo di circa 650mila euro non erogati) e per il 2018 il paese non è compreso tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre. Non solo, sul tabellone affisso di fronte alla piazza del Villaggio globale, dal «settembre 2016 il prefetto di Reggio Calabria – si legge – con vari assurdi pretesti si è rifiutato e ancora si rifiuta di saldare il dovuto. Se l’esperienza Riace verrà affondata saranno messi in strada 165 rifugiati, almeno 50 bambini, circa 80 operatori e numerose attività commerciali chiuderanno».

Nino Mallamaci, ex assessore della prima giunta di Reggio Calabria targata Italo Falcomatà, a Riace in sostegno del sindaco Lucano, si chiede il perché: «prendete la relazione della Prefettura di Reggio di qualche mese fa – ci spiega –  Da questa verifica emerge un quadro idilliaco di Riace, che assume contorni paradisiaci. Non c’è nessun atto legislativo che dice che Riace non debba avere i soldi». Mentre Mallamaci argomenta, si avvicina un signore del posto che, rivolto verso le rifugiate, come Abeba, le quali hanno deciso di aderire allo sciopero lanciato dal sindaco Lucano, dice «ma anche tu sei in sciopero? Ma cosa aspettano da Roma? Che ci scappi il morto?». La risposta non si fa attendere:«Qui non accadrà nulla – afferma una rifugiata – anche se muore qualcuno. Guardate cosa accade a San Ferdinando (il campo d’accoglienza del reggino, ndr)». E’ l’unico momento dove si crea un po’ di movimento in questa prima domenica di agosto. Il sindaco fino a mezzogiorno, era in riunione nella sede dell’associazione Città Futura “Giuseppe Puglisi” per organizzare l’ultima giornata del Festival delle migrazioni. Evento che ha visto la partecipazione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’alcadesa di Barcellona Ada Colau. Effettivamente Riace è riconducibile a quei tanti piccoli paesini dell’entroterra calabro della Valle Grecanica (simile ad alcuni centri presilani) dove il corpo cittadino è strutturato in base al preesistente centro storico. Tra i negozi, si intravedono, anche, case abbandonate e in totale degrado non più utilizzabili (fuorché manovre di restauro). Sui muri si leggono i paesi di provenienza dei rifugiati: Etiopia, Iraq, Ghana, Kurdistan, Somalia, Suda, Libano, Palestina, con una domanda «dove volano le nuvole?». Un’altra scritta due passi più in la, «non c’è umanità se non al plurale». Ma ecco arrivare il sindaco, in compagnia di padre Alex Zanotelli, il comboniano celebre nelle ultime settimane per la sua lettera ai giornalisti ove chiedeva di «rompere il silenzio della stampa sull’Afric».

Mimmo Lucano è attualmente indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, concussione e abuso d’ufficio. In particolare viene contestato il rapporto tra il comune e le sei cooperative che gestiscono, senza aver vinto una gara pubblica ma solo tramite delle convenzioni, i due milioni erogati a Riace. «So quello che ho fatto e di certo non mi sono arricchito, qui si sta giocando con la vita di molte persone», sostiene il sindaco. A Riace intanto è stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario.

«Ancora non c’è stata nessuna risposta da parte delle istituzioni responsabili del mancato arrivo dei fondi – afferma il primo cittadino che aggiunge – I finanziamenti sono essenziali per la comunità di accoglienza di Riace, per le tante persone che lavorano e le attività che sono consequenziali». Il rischio che il modello Riace resti soltanto un ricordo è dietro l’angolo: «Se ci affosseranno – dice Lucano – Riace tornerà ad essere un paese fantasma, come tanti altri, dove prevale solo la rassegnazione ed il silenzio. L’arrivo dei rifugiati ha contribuito a farlo rinascere per quelli che sono gli aspetti inerenti le attività come scuola, asilo nido, scuola materna. Rischiano di non esserci più i tanti laboratori di artigianato, protagonisti del turismo solidale. Per me questo non ha senso e ho deciso di indire lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione e tutelare le persone penalizzate». Ma l’avversario con cui si scontra Lucano è l’indifferenza: «Il livello di percezione per quel che accade in Italia e in Europa a Riace è molto alto. Le persone vivono l’incertezza del momento, sanno che la situazione non è loro favorevole. Questo escalation di odio provocherà l’abbandono di Riace». Alla fine, Lucano rivolge un messaggio alla massima autorità dello stato italiano, il presidente Sergio Mattarella: “Chiedo al Presidente della Repubblica di venire e vedere l’ingiustizia che stiamo subendo. Inoltre, chiedo al Prefetto di Reggio e al Ministro dell’Interno di corrispondere i fondi dovuti per i servizi già svolti».

Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, ha deciso di affiancare il sindaco Mimmo Lucano con 10 giovani provenienti da tutta Italia a fare, anche, un campo di lavoro e spiritualità missionaria: «Riace è un’esperienza unica, non solo per l’Italia, ma pure per tutta l’Europa. E’ assurdo – afferma – che il Ministero abbia deciso di non finanziare questo progetto tagliando le gambe a Mimmo e a tutto questo. Noi digiuniamo perché non accettiamo tutto questo. Questa politica uccide soltanto quelle iniziative positive che nascono dal basso». Dopo un leggero starnuto, Zanotelli rincara la dose: «L’accoglienza in Italia è stato un grande business per albergatori e tante aziende che hanno fatto soldi sui poveri migranti. Qui a Riace i migranti sono accolti, ripopolano un paese spopolato e ritorna la vita. La parola chiave qui è, appunto, vita. I migranti non sono un problema, ma una grande risorsa».

Padre Alex è tornato sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi per la lettera inviata al mondo dell’informazione: «Ho detto hai giornalisti di rompere il silenzio sull’Africa perché occorre spiegare il motivo per cui tanta gente fugge dai propri paesi. Questi disastri sono il risultato di politiche economico-finanziarie fatte da noi, le quali impoveriscono il Sud del mondo. Quindi 3 miliardi di persone vivono con 2 dollari al giorno, 1 miliardo fa la fame e ammazziamo per fame dai 20 ai 30 milioni di persone. Tutto questo accade in un contesto dove il 10 % della popolazione mondiale si pappa il 90 % delle ricchezze. Lo scorso anno a livello mondiali abbiamo spesso 4 miliardi e 600 milioni di dollari al giorno in armi, pensate che in Italia eravamo sui 70 milioni giornalieri. Tutto questo crea fame e morti per guerra, per cui le persone sono costrette a fuggire. Tutto ciò sta, anche, premendo sull’ecosistema con conseguente crisi ecologica. Si rischia globalmente di arrivare dai 3,5 a 5 gradi per fine secolo, nella sola Africa se ne rischiano 7 in più. L’ONU dice che per il 2050 rischiano di avere 250 milioni di rifugiati climatici. Ecco perché dobbiamo conoscere i meccanismi che regolano l’Africa, come le guerre, fomentate da noi tramite la vendita di armi, che avvengono in Somalia o in Sud Sudan». Uscendo da Riace in direzione Nord, su una parete si intravede un murales composto da due figure: due profili, uno rappresentante un bronzo con scritto «Ripescato dal mare di Riace», l’altro il volto di Matteo Salvini con scritto «Ripescato dal mare di Cazzate».

Related posts