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Saracco: «Sono uno da cuore Toro, ma il Cosenza ora è tutto per me»

Saracco: «Sono uno da cuore Toro, ma il Cosenza ora è tutto per me»

Il portiere del Cosenza Umberto Saracco racconta le sue origini nella Primavera del Torino e confida: «Tiferò sempre per i granata, ma le emozioni vissute in rossoblù…».

Per Umbeto Saracco sarà un match particolare. Giocare allo stadio “Grande Torino” contro la squadra del suo cuore e contro il club con cui ha fatto tutta la trafila nelle giovanili sarà un’emozione enorme. Nel raccontare i suoi sentimenti parte da “Re Luis”, che nei giorni scorsi ha speso parole al miele per le sue due vecchie compagini. «Lentini è un idolo per qualunque tifoso del Toro – dice – per me è solo un onore ripercorrerne le orme».

«Giocare a Torino sarà bellissimo – continua Saracco dalle colonne del Quotidiano del Sud– spero solo di godermi l’esperienza il più possibile e al meglio, voglio dare il massimo. Anche se sono cinque anni che gioco qui a Cosenza sarà comunque una sensazione strana giocare contro la squadra in cui sono cresciuto e che mi ha permesso di diventare calciatore: di certo sarà un ottimo banco di prova».

La cavalcata che ha condotto i rossoblù in Serie B è stata meravigliosa, con dei playoff perfetti a margine di una regular season negativa. Nella prima uscita con i gradi di cadetti, poi, a Trapani c’è stato da stringere i denti e Saracco è stato decisivo con un paio di parate niente male. «Ce l’ho messa tutta, ovvio, così come hanno fatto i miei compagni – aggiunge – volevamo fare tutti bene e andarci a giocare questa partita in una piazza così grande e contro una squadra così importante. Certo sarà una grande emozione: giocare in quello stadio è sempre stato uno dei miei più grandi obiettivi, poco importa se dovrò farlo da avversario».

Saracco poi ricorda gli albori della sua breve carriera. «Ho iniziato a giocare a Torino quando avevo otto anni e lì sono rimasto fino all’ultimo anno di Primavera, quando ne avevo venti: non posso negare che ho tifato, tifo e sempre tiferò per i granata, ma – aggiunge – domenica saremo avversari e l’unica cosa che conta sarà fare il meglio possibile per il Cosenza. Una rivincita nei confronti di chi mi ha scartato? Sicuramente vorrò dimostrare che avrebbero potuto avere un minimo di considerazione in più nei miei riguardi».

Nel 2013/2014 fu il portiere della finale scudetto Primavera persa ai rigori contro il Chievo: «Un’esperienza bruttissima perché avremmo meritato di più – chiude Saracco – ma mi sono rifatto negli anni qui a Cosenza:la Coppa Italia di Serie C e, cosa più importante ed emozionante, la vittoria dei playoff con la promozione in Serie B».

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