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Ponte Cannavino, parla Carlo Tansi: «Il viadotto è sotto monitoraggio»

Ponte Cannavino, parla Carlo Tansi: «Il viadotto è sotto monitoraggio»

Il crollo del ponte Morandi dell’autostrada A10 (al momento 38 vittime e 20 feriti) che passa per Genova, ha fatto tornare d’attualità il problema del ponte Cannavino della strada statale 107 Silana-Crotonese.

La struttura, importante nodo di collegamento tra le città di Cosenza e Crotone e di tutta l’area dell’altopiano silano che annovera al suo interno il centro di San Giovanni in Fiore (circa 18mila abitanti), è stata ricostruita nel 1974, dopo il tragico crollo del 1972 che vide la morte di due operai, Vittorio Bevilacqua e Angelo Gabriele, mentre un terzo riuscì a salvarsi aggrappandosi ad una grata di ferro.

Ieri pomeriggio le telecamere della Vita in diretta (programma pomeridiano di Rai 1) sono tornate sul posto insieme al capo della Protezione Civile regionale Carlo Tansi. «Dal lontano 1974 il ponte Cannavino non ha avuto alcun intervento di manutenzione fino a quando si è venuto a creare un avvallamento molto pronunciato, di circa 35 centimetri di dislivello».

 

Nella scorsa estate, infatti, il ponte Cannavino è stato chiuso al traffico per lavori e il flusso viario è stato deviato sulle strade provinciali dei paesi presilani, come Spezzano della Sila e in misura maggiore Casali del Manco, creando non poco disagio agli abitanti del posto.

«Il ponte Cannavino è sotto monitoraggio – riprende il numero uno Prociv – grazie ad un interferometro, collegato sulle barriere laterali della strada e alimentato ad energia solare. Se questo strumento avvertirà un movimento millimetrico dell’avvallamento centrale, il traffico verrà interrotto per nuovi lavori». Però, questo è soltanto un intervento tampone.

«Infatti – ragiona Tansi – la Calabria è una regione sismica. A gennaio l’Anas ha garantito che partiranno gli interventi di adeguamento anti-sismico del ponte Cannavino». (g. c.)

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