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Brosco salva l’Ascoli, ma Maniero e il Cosenza hanno la pelle dura (1-1)

Brosco salva l’Ascoli, ma Maniero e il Cosenza hanno la pelle dura (1-1)

Il Cosenza trova il vantaggio con Maniero nel primo tempo, a tempo scaduto l’Ascoli pareggia in mischia su corner. Bicchiere mezzo pieno perché la solidità difensiva è quella apprezzata nei playoff.

Una doccia fredda che fa capire come la Serie B sia un campionato da non dare mai per scontato. L’Ascoli agguanta il Cosenza al 95’ su un’azione di corner dopo una partita passata a sbattere contro il muro eretto dagli ospiti, bravissimi a difendersi. Hanno segnato i due Riccardo, Maniero da una parte nel primo tempo e Brosco dall’altra in pieno recupero.

Braglia conferma la confermazione della vigilia e dà una chance a Mungo in cabina di regia con Garritano e Verna interni di centrocampo. In avanti Tutino gioca dal 1’ così come Ardemagni dall’altra parte, furbescamente tenuto nascosto da Viviarini nel pre-partita. Il tecnico di casa affida le chiavi del gioco a Zebli che ad ogni tocco viene pressato dai calciatori rossoblù, per l’occasione in maglia rossa. E’ questo l’atteggiamento che il trainer silano ha chiesto ai suoi: dinamismo e aggressività su ogni pallone per non permettere ai bianconeri di ragionare.

L’Ascoli dopo una decina di minuti di assestamento prova a premere e  colleziona corner, i Lupi sornioni lasciano fare e rischiano solo quando Legittimo al 16’ salva sulla linea su un tiro di Cavion a botta sicura. A passare in vantaggio, tuttavia, sono gli ospiti. Al primo cross di Corsi, Tutino spizzica e Maniero fa esplodere il settore ospiti. L’attaccante è freddo a superare Perrucchini da due passi e a consentire a Braglia di indirizzare tatticamente il match dove vuole. Il bomber del Cosenza, ex della partita, sfiora il bis alla mezzora direttamente da centrocampo dopo un break.

Insomma, è il solito, solido, Cosenza attento a sfruttare le ripartenze specialmente sull’out mancino, dove la velocità di D’Orazio e Garritano talvolta crea fitte dolorosissime al fianco dei marchigiani. Se ne accorge l’Ascoli che nella ripresa non tira quasi mai in porta.

Vivarini prova le carte Ninkovic e Ganz e passa a tre punte nel tentativo di aprire una breccia nella granita retroguardia ospite, ma nonostante il cambio di categoria la musica da giugno non è cambiata: Braglia orchestra a meraviglia la fase di non possesso e se non fosse per un miracolo di Perrucchini su una sforbiciata di Tutino, racconteremmo un’altra storia. Al quinto minuto di recupero Brosco poi rimanda la festa, ma se si giocherà al Marulla, con la corazzata Verona ci sarà di nuovo il pienone. C’è voglia di esaltarsi in città e di tifare Cosenza…(Antonio Clausi)

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