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Cosenza, un esordio da ricorso storico

– l’editoriale di Piero Bria –
Esordio positivo, ma quell’interminabile e inspiegabile recupero ha riportato la mente ad un Pescara-Cosenza del 1996 quando Di Giannatale trovò la via del pari tra lo stupore generale.

L’esordio del Cosenza è stato positivo al di là del risultato. Avremmo firmato per un punticino alla vigilia, anche se il pareggio in pieno recupero lascia l’amaro in bocca.

L’approccio della squadra nei primissimi minuti è stato discreto. Poi, vuoi o non vuoi, le qualità del tuo avversario ti costringono a dover fare una partita di sacrificio. Soprattutto se dall’altra parte hai gente come Ardemagni e non solo.

Il cartello “lavori in corso” l’ha fatta da padrone nella gara di ieri. Ascoli e Cosenza sono ancora in rodaggio e si è notato. Nei silani, soprattutto in mezzo al campo, devono trovare feeling e sincronismi Mungo, Verna e Garritano. A tratti la scelta di una mediana nuova di zecca è sembrata azzardata. Ma l’idea di Braglia era quella di garantirsi l’immediato capovolgimento di fronte con Mungo che, a differenza di Palmiero, ha meno geometrie ma riesce a garantire più accelerazioni e verticalizzazioni per attaccare la profondità ed innescare la velocità di Tutino oltre che gli inserimenti di Garritano. In alcuni frangenti il Cosenza, proprio attraverso le ripartenze, è riuscito ad imbastire trame interessanti.

Non dimentichiamo che i silani giocavano con sei undicesimi delle passata stagione (Saracco, Dermaku, Mungo, Corsi, D’Orazio e Tutino). Metà della squadra nuova di zecca, quattro dei quali giunti nelle ultime ore di mercato.

Eppure il gol di Maniero ha regalato una gioia indescrivibile. Quasi 5.400 giorni dopo l’ultimo sussulto rossoblu tra i cadetti. E per poco Re Riccardo non riusciva a segnare un gol che sarebbe rimasto nella storia. Poi la beffa nel finale. Ma un punticino, per come si era messa la gara, non è da buttare.

Le statistiche di fine gara ci dicono che l’Ascoli ha avuto il doppio del possesso palla dei silani (67% contro il 33%) e dei passaggi completati (410 contro 201). Numeri che, per alcuni, lasciano il tempo che trovano.

Eppure, prima del vantaggio, il Cosenza ha rischiato di capitolare. Saracco e Legittimo sono stati straordinari. Così come straordinario è stato Maniero su assist di Corsi a trasformare in oro una palla sporca spizzicata da Tutino.

Nella ripresa Cosenza stanco e Ascoli all’arrembaggio ma poco lucido. Poi i sei, inspiegabili, minuti di recupero. E la mente che ritornava ad un vecchio Pescara-Cosenza del 1996 quando fu dato un recupero record (poco più tardi venne introdotta la segnalazione del recupero da parte del direttore di gara) e Di Giannatale tra lo stupore generale dei presenti fece gol. E come allora a farne le spese è sempre il Cosenza. Ma guai fare le vittime. Testa alta e sguardo fiero. C’è il Verona. Serve una squadra ancora più combattiva. La B non concede tentennamenti, guai abbassare la guardia. Ascoli deve servire da lezione.

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Redazione Cosenza Channel

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