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Cariati, il Riesame boccia la procura: Filomena Greco ritorna in carica

Cariati, il Riesame boccia la procura: Filomena Greco ritorna in carica

Nei giorni scorsi, dinanzi il tribunale della Libertà di Catanzaro si è discusso il Riesame dell’ordinanza di divieto di dimora, emessa dal GIP del tribunale di Castrovillari nei confronti del sindaco Filomena Greco.

Era presente in udienza anche la procura, rappresentata dal sostituto che segue le indagini. La difesa della sindaca è stata rappresentata dagli avvocati Enzo Belvedere e Giuseppe Labonia.

La vicenda afferisce ad un affidamento adottato dal Comune di Cariati nei confronti di una ditta di raccolta rifiuti, allorquando la precedente impresa aveva ricevuto dalla prefettura di Crotone una interdittiva antimafia.

Il provvedimento di nuovo affidamento è stato adottato su ben precisi presupposti normativi, afferenti la tutela igienico sanitaria ed il decoro urbano, oltre la necessità ed urgenza di provvedere nel più breve tempo possibile alla sostituzione della ditta tacciata di mafia.

La procura di Castrovillari, prima, il gip, poi, ritenevano inesistenti le ragioni di urgenza e contingibilità, potendo da un lato addirittura mantenere l’appalto in essere con la precedente ditta, dall’altro, espletare una gara o una licitazione privata che avesse almeno 5 ditte come destinatarie.

L’imputazione che si muoveva era afferente la norma di cui all’art. 353 bis c.p., che presuppone un accordo collusivo tra il Pubblico ufficiale ed il privato cittadino, in occasione di procedimenti amministrativi, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente.

Il sindaco Greco ha sin da subito sostenuto che non solo nessuna collusione vi fu, quanto nessuna previa conoscenza con la ditta che ha sostituito la precedente. Lei si è determinata, in seconda battuta, dopo che il preposto dirigente aveva preso i primi doverosi contatti ed aveva revocato la precedente ditta “mafiosa”, a confermare la scelta anche su un presupposto di minor somma pretesa per il medesimo servizio.

La bontà della scelta effettuata è stata portata all’attenzione dei giudici del Riesame «(primi a volersene occupare funditus!)» si legge in una nota, attestando il risparmio cospicuo per la città di Cariati di ben 500mila euro in un anno, rispetto ad un appalto di un milione circa. In pratica, l’oculata scelta della nuova ditta, seria ed ineccepibile, maturata in clima d’urgenza e di necessità, ha avuto come felice conseguenza un notevolissimo risparmio di gestione dei rifiuti per il Comune di Cariati.

Altro argomento forte, portato all’attenzione dei Giudici del riesame, ma già prima conosciuto e sottovalutato, è stato quello della medesima valutazione operata dal Commissario prefettizio, dott. Reppucci, allorquando ha sostituito il sindaco Greco al comando del comune di Cariati. Egli ha adottato la medesima Ordinanza, sulla base dei medesimi presupposti normativi e di fatto.

«Sin da subito ho avuto la palese sensazione di un grossolano errore giudiziario, aggravato dal fatto che un gip, ascoltando l’indagata, che ha offerto documenti determinanti, mancanti nella fase delle frettolose indagini preliminari, non ha voluto intendere la palese inesistenza del fatto contestato, che avrebbe dovuto portare al plauso rispetto al lavoro di una ineccepibile professionista. Il sindaco Greco torna immediatamente al suo lavoro, dal quale è stata ingiustamente allontanata», afferma in una nota l’avvocato Enzo Belvedere.

LE ALTRE POSIZIONI. Il Riesame ha annullato l’ordinanza del gip di Castrovillari per il dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Cariati, Giuseppe Fanigliulo, raggiunto in precedenza la sospensione dal pubblico impiego nonché l’obbligo di dimora nel comune di residenza; nei confronti dell’ex dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Cariati Adolfo Benevento, ora in pensione, a cui era stato applicato il divieto di dimora nel comune di residenza; nei confronti di due soggetti rappresentanti la Ecology Green, società favorita in sede di affidamento diretto (Antonio Fusaro, 48 anni; Cristoforo Arcovio, 69 anni), costretti a rispettare l’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa e l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Soddisfatti gli avvocati Francesco Nicoletti, Maria Rita Bagalà, Giuseppe Labonia, Nicola Candiano e Roberto Laghi.

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