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Violenza sessuale a Cosenza, «massima tutela per le vittime minorenni»

Violenza sessuale a Cosenza, «massima tutela per le vittime minorenni»

– di Chiara Penna*


Le circostanze in cui si sarebbe verificato l’abuso nei confronti della ragazzina o il perché quest’ultima e il suo amico si trovassero nel luogo dove presumibilmente si è verificato il fatto sono ancora poco chiare.

Ma esse sarebbero, appunto, eventualmente solo circostanze del tutto ininfluenti ai fini della esistenza o meno dell’abuso.

Questo perché, dalle informazioni che trapelano, non solo dal racconto sembrerebbe emergere l’elemento della costrizione, ma si tratterebbe di una vittima minore che non ha ancora compiuto neanche i quattordici anni di età e che pertanto, anche qualora avesse seguito per qualsiasi motivo l’uomo che si sarebbe poi trasformato nel suo aggressore, non potrebbe questo comportamento in nessun caso essere inteso, neanche in astratto, come un eventuale consenso all’atto tale da escludere l’aggravante e ricondurre il fatto all’ipotesi meno grave di atti sessuali con minorenne.

Piuttosto, come avviene in tutti i casi analoghi, dovrà essere oggetto di verifica la capacità a rendere testimonianza della minore, dunque l’assenza di qualsiasi elemento nella personalità di quest’ultima che la renda incapace di distinguere il dato reale da quello fantastico e dovrà essere vagliato il dato medico legale – in questo caso fortunatamente presente – che parrebbe fornire purtroppo riscontro all’ipotesi di abuso.

In tutti i casi di violenza sessuale sui minori è infatti necessario procedere con l’ascolto immediato della presunta vittima (spesso unica testimone del fatto) nelle forme dell’incidente probatorio con audizione protetta al fine non solo di preservare la genuinità del ricordo, ma per tutelare chi ha già probabilmente subito una violenza da ulteriori traumi generati da chi non è in grado di porre domande in modo professionale e adeguato.

In questi casi è infatti altissimo il pericolo di vittimizzazione secondaria.

Ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione, non solo in riferimento alla sussistenza o meno del reato ipotizzato di sequestro di persona aggravato dalla minore età dei due giovani, ma in relazione alla presenza dell’amico diciassettenne, che potrebbe essere anche lui vittima del reato sessuale di corruzione di minorenne, se fosse accertata la finalità dell’autore di volerlo fare assistere alla violenza.

Quello che sembra essere accaduto è, pertanto, un evento particolarmente aggressivo che va affrontato con il maggior riserbo possibile al fine di evitare ulteriori ripercussioni dannose sia alle presunte vittime sia al presunto autore, che ha diritto ad un accertamento rigoroso e giusto circa le proprie eventuali responsabilità nelle sedi competenti.

*avvocato penalista e criminologa

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