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Da Manuel a Manuel. Iori: «Vi racconto quel mattacchione di Pascali»

Da Manuel a Manuel. Iori: «Vi racconto quel mattacchione di Pascali»

Il capitano del Cittadella, Manuel Iori, prima del match di sabato ritroverà l’amico Pascali. «Povero chi a Cosenza dorme con lui in stanza. Servono dei tappi per come russa!».

Sabato, nella terza giornata di campionato, il Cosenza dovrà battersi sul campo del Cittadella, città a cui è molto legato il difensore dei Lupi Manuel Pascali. Nella passata stagione non ha mai nascosto il suo sogno di continuare la sua carriera con il club bruzio e giocare proprio contro la sua vecchia per una sua rivincita. A descriverlo nel profondo, però, è proprio un suo grande amico: Iori, il capitano dei granata. Insomma, da Manuel a Manuel.

Iori, è la terza stagione che il tuo socio di fantacalcio, compagno di ritiro, nonché acerrimo nemico nelle partitine è andato via: cosa le manca di più?
«
Con “Paska” ci conosciamo da tanti anni ed è chiaro che il nostro rapporto va al di là dell’aspetto meramente calcistico. Indubbiamente un ragazzo del suo calibro rappresenta un valore aggiunto in uno spogliatoio. Quando ci siamo ritrovati qui a Cittadella nel 2015, abbiamo ricostruito un gruppo che non esisteva più, siamo partiti da zero ed abbiamo ottenuto un risultato inaspettato: dopo la retrocessione in Lega Pro, abbiamo stravinto il campionato e tutti sapete quanto risalire in Serie B non sia facile. Nel gruppo avevamo Manuel che ha dato quel quid in più dal lato umano. Nei momenti di difficoltà riesce sempre a venirne fuori e la dimostrazione l’avete avuta anche voi lo scorso anno. In una stagione particolare dove in principio era stato criticato, come tutta la squadra, ne è uscito a testa alta con impegno, lavoro, sacrifici e determinazione».

Qual è stato il momento più bello che avete condiviso al Cittadella?
«
Sicuramente la vittoria del campionato. Era un obiettivo che ci eravamo posti noi personalmente perché volevamo fare qualcosa di importante insieme. Aver condiviso un traguardo del genere non si può dimenticare».

Quello più brutto?
«
L’addio!! Noi saremmo stati insieme a vita – dice ridendo -Non poterlo vivere quotidianamente, per l’amicizia e la stima che ci lega, è stato un duro colpo».

Pascali pensa che insieme siete due parti di un puzzle perfetto, un binomio vincente: qual è il segreto?
«
Essere simili ma diversi: lui è social, io un po’ meno. Entrambi sognatori, lui crea entusiasmo mentre io sono quello con i piedi per terra.. Ecco, io sono più razionale ma insieme ci compensiamo».

Quale sarebbe l’aggettivo più adatto per definire Manuel Pascali?
«
Un sognatore testardo perché non molla mai».

Ed il suo peggior difetto?
«
Da amico vedo più pregi che difetti, ma se devo essere onesto la sua più grande pecca, ormai nota, è russare! Il mio pensiero e la mia solidarietà vanno a quella persona che dorme in stanza con lui a cui spero abbia regalato dei tappi per le orecchie! Senza non riesci a chiuder occhio».

Lei lo conosce bene, l’ha vissuto, come lo descriverebbe a chi si ferma solo al lato social di Pascali?
«
E’ un uomo che ha come primo pensiero sempre la famiglia. Ha trascorso tanti anni in Scozia dove il calcio si vive in maniera opposta al nostro ed al suo rientro tanti modi di fare non li concepiva più. Quindi con i social gioca, poi se viene attaccato lui provoca e stuzzica. Anzi, paradossalmente, se gli si dà contro gli si innesca un qualcosa che lo fa uscire sempre vincente ed è proprio questo che lo rende un leader. Una persona, però, per conoscerla devi viverla e non la puoi giudicare dai social».

E’ vero che Venturato non vi metteva mai in squadra insieme nelle partitelle finali?
«Abbiamo trascorso un anno a giocare contro, in campo ci siamo sempre dati battaglia. Lui aveva il coraggio di dire “quando voglio la vinco” ma dall’altra parte c’ero io che la pensavo nello stesso identico modo! Cosa ne veniva fuori? Un macello».

Sabato giocherete contro, come sarà per Pascali ritornare a Cittadella?
«
Sarà una partita tosta, ma bella. Sicuramente lui La “sentirà” e si emozionerà. Siamo entrambi due professionisti e solo sul campo non siamo amici perché entrambi vogliamo vincere, dare il massimo e onorare La maglia che indossiamo».

Nella vita mai dire mai, un giorno tornerete a lavorare insieme?
«
Magari le nostre strade si incroceranno di nuovo, ma in ruoli differenti. Ci rispettiamo molto e sarebbe entusiasmante riformare una coppia già rodata e ben assortita!». (Elisabetta De Maddis)

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