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Il governatore Mario Oliverio sulle orme di Agazio Loiero

Il governatore Mario Oliverio sulle orme di Agazio Loiero

Quando abbiamo letto che tanti sindaci calabresi avevano intenzione di chiedere al governatore Mario Oliverio di ricandidarsi alla guida della Regione Calabria, abbiamo pensato subito a uno scherzo. Poi la situazione è sfuggita di meno e addirittura il numero dei primi cittadini è salito a 200, ma una buona parte si è rimangiata la parola nei giorni a seguire. 

Morale della favola: non è uno scherzo, Oliverio ha intenzione di candidarsi alle prossime elezioni Regionali che si svolgeranno nel 2019. 

Ognuno è libero, ovviamente, di scegliere la miglior soluzione per la sua carriera politica, ma il buon senso a volte dovrebbe prevalere sulle strategie politiche. E Oliverio, lasciato quasi solo da metà del Pd calabrese, vuole avventurarsi in un sentiero difficile e pieno di ostacoli. 

Come se quanto avvenuto dal 2014 ad oggi non lo riguardasse in prima persona, come se oggi tutto quello che è avvenuto in Calabria sia stato causato da entità sconosciute. 

I numeri, che in politica contano più delle parole, bocciano tutto il Pd calabrese e quindi il governatore Oliverio. Non c’è stata una tornata elettorale che abbia sorriso al politico di San Giovanni in Fiore. Una batosta dietro l’altra, una debacle politica che ha raggiunto il picco più alto alle Politiche 2018, quando il Pd è sprofondato in ogni angolo della Calabria. Ma evidentemente questo non basta per farsi un vero esame di coscienza davanti allo specchio. 

Non sono bastate neanche le varie vicende giudiziarie su Calabria Verde, l’indagine a suo carico per la nomina di un sindaco o il perenne disastro della sanità calabrese. Non c’è stato infatti né un Governo amico, vedi Renzi e Gentiloni, né un Governo nemico, ora Lega-Cinque Stelle, che abbia pensato che togliere il commissario ad acta alla Sanità, Massimo Scura, potesse migliorare il servizio sanitario calabrese. Le richieste di Oliverio sono cadute nel vuoto, nessuno gli ha dato ascolto, nessuno lo ha ritenuto credibile. Eppure, nonostante gli scandali da Reggio a Cosenza, il presidente Oliverio non intende fare passi indietro. 

Si vanta, e ha convinto anche i sindaci, che la sua azione amministrativa è in netto contrasto col passato, non guarda in faccia nessuno e si rivolge ai calabresi che devono avere fiducia in lui, perché «noi abbiamo iniziato a utilizzare le risorse comunitarie. Oggi siamo i primi al Sud e i quarti in Italia. Facciamo nell’ultimo semestre il primato nazionale nelle esportazioni». Tutto va bene in Calabria, sono i calabresi (malpensanti) a vedere sempre tutto nero. 

Ma il Pd cosa pensa di Oliverio? Qui la faccenda si complica ulteriormente, perché i democrat sono in via d’estinzione e si corre il rischio che Oliverio debba scegliere di mettere il suo nome in una lista civica per avanzare la candidatura alla presidenza della Regione Calabria. Più di un consigliere regionale, vedi Guccione, sta preparando l’alternativa ai Cinque Stelle. Sarà un movimento liberale e riformista con a capo una figura autorevole. 

Caro Oliverio, non è che rischi di fare la fine di Agazio Loiero? Uomo avvisato mezzo salvato…

Antonio Alizzi

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