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Cosenza, Tutino non basta. Il Livorno trova un punto oltre i suoi meriti (1-1)

Cosenza, Tutino non basta. Il Livorno trova un punto oltre i suoi meriti (1-1)

Il Cosenza gioca bene per almeno 70′, ma il Livorno con Giannetti va a segno nell’unica vera occasione creata nell’arco del match. Tutino aveva illuso i 10mila del Marulla. 

Quando i tre punti erano quasi in cassaforte, il Livorno trova un pareggio che a conti fatti non avrebbe sicuramente meritato. Il Cosenza gioca bene per 70’ minuti, sfiora più volte il vantaggio nel primo tempo ma non basta la rete di Tutino a regalare la prima gioia stagionale.

Giannetti punisce oltremodo la formazione di Braglia che nel finale di gara ce l’ha messa per tutta per riportarsi in vantaggio. La formazione di Lucarelli, premiata dalla qualità dei singoli più che dal gioco espresso in campo, porta a casa un punto dopo la sconfitta interna contro il Crotone.

Per il Cosenza, dunque, l’appuntamento con la vittoria è rimandato a mercoledì prossimo: a Cremona i Lupi affronteranno la squadra di Mandorlini, candidata a disputare almeno i playoff.

MODULI. Esordio stagionale dal primo minuto per Bruccini nel classico ruolo di interno destro che nei playoff promozione in Lega Pro aveva permesso al Cosenza di conquistare e vincere la finale contro il Siena, grazie anche a una sua prodezza. Braglia, inoltre, ha preferito riportare Mungo in cabina di regia, confermando per la terza gara di fila, esclusa quella non disputata contro il Verona, Garritano mezzala sinistra.

La difesa, l’unico reparto dove Braglia ha le idee chiare, porta avanti i principi di gioco della linea a tre, composta da Capela, Dermaku (che aveva smaltito i postumi di un problema fisico rimediato sabato scorso contro il Cittadella) e Legittimo.

In attacco, invece, l’allenatore del Cosenza non ha voluto cambiare i due interpreti del gioco offensivo: Tutino e Maniero.

Il Livorno, dal canto suo, si è schierato con un atteggiamento tattico speculare. Un 3-5-2 tanto caro al tecnico Cristiano Lucarelli che da giocatore ha portato fortuna all’ex bomber del Cosenza.

Rispetto al match giocato contro il Crotone, l’allenatore livornese ha preferito optare per uno schieramento più prudente, rinunciando a due punte vere come Giannetti e Kozak. Al loro posto un tandem ben assortito: la velocità e la tecnica di Murilo insieme alla forza fisica di Raicevic. Cambi anche in difesa, dove Lucarelli ha dato la maglia da titolare a Gonnelli, preferendolo ad Albertazzi, scuola Milan.

Novità anche in mezzo al campo dove Diamanti è stato lasciato in panchina al posto di Valiani. Titolare anche l’ex Reggina, Porcino che ha occupato la fascia di sinistra. Gli altri due centrocampisti, nelle intenzioni di Lucarelli, dovevano assicurare esperienza e qualità. Parliamo di Luci e Agazzi. A destra, infine, conferma per l’ex amaranto Maicon che alla vigilia era dato in panchina.

PRIMO TEMPO ROSSOBLU’. Avvio sprint del Cosenza che con Maniero si è reso subito pericoloso con un inserimento che ha sorpreso Dainelli alle spalle. L’ex Novara serve una palla rasoterra per Tutino che al momento di calciare è stato anticipato da Gonnelli. La risposta del Livorno  arriva qualche minuto più tardi con un colpo di testa di Raicevic che sorvola la traversa.

Clamorosa occasione per Murilo al 12’: errore grave in disimpegno di Mungo, non aiutato senza dubbio dal terreno di gioco, l’attaccante del Livorno si invola in area ma tira alto, rammaricandosi per la palla gol avuta e non sfruttata a dovere.

E dopo questa azione l’allenatore del Cosenza Piero Braglia cambia tatticamente la squadra, spostando Mungo al posto di Bruccini. Una mossa che ha dato quasi nell’immediato i suoi frutti, perché il fantasista di Isola Capo Rizzuto scodella una palla invitante per i due attaccanti, anticipati dalla retroguardia livornese.

La mole di gioco offensiva del Cosenza produce altri pericoli per la porta difesa da Mazzoni, come quello di Garritano che prima dribbla due giocatori del Livorno e una volta entrato in area calcia a botta sicura, ma il suo tiro viene deviato in angolo da Dainelli.

La pressione del Cosenza si fa sentire e il Livorno non trova le contromisure nel gioco stretto: Mungo al 23’ duetta con Maniero e pennella in area per Tutino. L’attaccante scuola Napoli, vedendo a terra Mazzoni, prova la conclusione dal limite dell’area di rigore, ma la sfera termina a lato.

E’ sempre Mungo il più pericoloso: palla ricevuta a centrocampo, corsa veloce verso l’area di rigore del Livorno, palla bassa per Tutino che pensa prima al tiro, ma ricambia il passaggio al compagno di squadra che da posizione favorevole. E’ il preludio al vantaggio del Cosenza: dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Tutino si trasforma in bomber d’area di rigore e corregge di testa un assist di Dermaku. Il “San Vito-Marulla” esplode: siamo al 35’.

L’ultimo brivido prima della fine del primo tempo è sempre di marca rossoblù: azione stile carioca tra Tutino, Maniero e Garritano, con quest’ultimo che tira centralmente, facendosi deviare la palla in angolo.

RIPARTENZE. Nella ripresa, il Livorno prova a cambiare pelle. Lucarelli inserisce Diamanti e Giannetti per Raicevic e Agazzi, passando dal 3-5-2 al 3-4-1-2. Il nuovo schieramento utilizzato dagli ospiti ha costretto il Cosenza a giocare più basso, sfruttando le ripartenze per continuare ad impensierire il portiere Mazzoni. La contromossa di Braglia è stata quella di dare maggiore sostanza al centrocampo, spedendo in camp Varone al posto di Mungo: meno qualità e palleggio in favore della forza fisica e delle coperture difensive, vista anche la presenza nel ruolo di trequartista di Diamanti. E il Livorno, in effetti, ha iniziato a macinare gioco, sfruttando le sventagliate dell’uomo di Prato, Diamanti, che ha elevato il tasso tecnico della sua squadra. Braglia, tuttavia, riportando Tutino in panchina, ha cercato di allungare la difesa amaranto con l’ingresso di Di Piazza, bravo a giocare in profondità e a non dare punti di riferimento alla linea a tre ospite. La sostituzione di D’Orazio con Anastasio, invece, è stata forzata. Il numero undici ha accusato i crampi e l’allenatore di casa ha fatto esordire l’esterno sinistro di proprietà del Napoli, l’anno scorso a Parma.

Lucarelli, però, le ha provate tutte per raddrizzare il risultato, osando un 4-2-3-1 con Murilo e Giannetti esterni a supporto di Kozak (entrato al posto di Dainelli) e Diamanti. E la scelta del tecnico amaranto risulta vincente al 37’, quando Gonnelli serve Giannetti in area: l’ex Cagliardi di testa trafigge Saracco, incerto nell’uscita. (Antonio Alizzi)

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