Cosenza Calcio

Poco Cosenza allo “Zini”. La Cremonese passa con Mogos e Paulinho

Un punto in tre partite. Il Cosenza rinvia ancora una volta l’appuntamento con la vittoria, perdendo con l’identico risultato di Cittadella, questa volta contro la Cremonese. Una partita decisa dalle giocate dei singoli, Mogos e Paulinho, quest’ultimo bravo a sfruttare al meglio un assist al bacio di Emmers.

La differenza tra Cremonese e Cosenza? La squadra di Mandorlini ha messo in campo qualità ed esperienza, sapendo gestire il risultato, mentre quella di Braglia dopo aver subito gol nel primo tempo, non è riuscita a risollevarsi, creando pochi pericoli. Poca malizia calcistica nei Lupi che adesso permangono in fondo alla classifica. La seconda sconfitta consecutiva in trasferta è un segnale da non sottovalutare.

RIVOLUZIONE. Poche partite nelle gambe rispetto alle altre formazioni di serie B e cambi quasi obbligati in casa Cosenza per la gara contro la Cremonese. Era nell’aria che Braglia potesse modificare almeno il centrocampo, ma l’undici titolare ha visto dal primo minuto diversi esordi stagionali. A cominciare dal portiere Cerofolini, senza dimenticare Tiritiello in difesa e Bearzotti come quinto di destra. Poi le uniche certezze di questo inizio di stagione: Capela e Dermaku a completare la linea a tre difensiva, Bruccini, Mungo, Verna (sempre titolare ad eccezione della gara interna contro il Livorno), Garritano e D’Orazio a ruotare dietro l’unica punta Maniero. Un 3-5-1-1 stile Lazio con pochi punti di riferimento e tanti giocatori pronti a buttarsi alle spalle dei difensori della Cremonese. L’idea di partenza, infatti, era questa.

La Cremonese, allenata da Andrea Mandorlini, ha dato continuità al 4-3-3, modulo molto caro al tecnico ex Verona ai tempi di Iturbe e Luca Toni. Tra i pali Radunovic è una certezza, Mogos, Kresic, Terranova e Migliore formano un quartetto di tecnica, esperienza e forza fisica niente male per una squadra che punta a disputare almeno i playoff.

In mezzo al campo spazio alla qualità: Emmers, talento dell’Inter che in serie B è sicuramente un lusso, Leandro Greco (scuola Roma ed ex Bari) e Daniele Croce, uno degli artefici della promozione dell’Empoli con Maurizio Sarri in panchina.
Attacco, invece, ben assortito con Carretta e Castrovilli pronti a supportare la boa centrale, Paulinho, ex Livorno.

ARMI (QUASI) PARI. I primi 20’ minuti scivolano via nell’equilibrio tecnico-tattico più totale con le due squadre che cercano di giocare nello stretto per sorprendere centralmente le difese avversarie. Il Cosenza ci prova più volte con Mungo e Garritano, giocatori brevilinei che riescono a giocare dietro Greco, mandandolo fuori dagli schemi almeno nella prima metà della prima frazione di gioco. Pochi lampi per la Cremonese che perde Migliore qualche minuto prima del gol di Mogol. E’ il 29’ quando il terzino destro ex Ascoli parte dalla linea di centrocampo taglia verso il centro, si fa spazio col fisico tra Garritano, Bruccini e Capela e, prima di arrivare in area di rigore, calcia di prima intenzione, infilando il portiere rossoblù Cerofolini. Mogos esulta, ma Mandorlini lo rimprovera per alcuni errori commessi prima della rete e il giocatore perde il buon umore. Ma quel che conta è che la Cremonese va negli spogliatoi con un gol di vantaggio, nonostante il Cosenza provi in due occasioni di recuperare il risultato prima con Garritano (34’) e poi con Maniero (38’), impreciso in area di rigore su una ribattuta del portiere grigiorosso.

ALLA RICERCA DEL GOL. Ad inizio ripresa, Braglia non cambia l’undici titolare nella speranza che Berzotti sia più efficace sulla fascia destra. Solo un sussulto per l’esterno del Verona che dopo sei minuti dall’avvio del secondo tempo viene sostituito da capitan Corsi.

Le speranze di Braglia di recuperare il match si infrangono al 10’, quando Emmers fa vedere tutte le sue qualità tecniche, servendo in area Paulinho che anticipa sul tempo due difensori del Cosenza, realizzando il 2-0.

La reazione degli uomini del tecnico di Grosseto fatica ad arrivare, anche perché la Cremonese tiene bene il campo e rispetto al primo tempo non ha fretta nel forzare le giocate. Mandorlini chiude le fasce, inserisce Arini al posto di Emmers e aumenta il tasso di esperienza in mezzo al campo. La mossa di Braglia è quella di far entrare Tutino al posto di Verna, arretrando Mungo a centrocampo. Ma il Cosenza si rende pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Dermaku al 25’ stacca di testa. La palla finisce tra le mani di Radunovic.

Il Cosenza prova a cambiare qualcosa in avanti con Perez, ma nessuno dei giocatori rossoblù riesce ad insidiare la difesa lombarda. I Lupi di Braglia sanno giocare solo in un modo che se il risultato è fermo sul pari può essere anche una tattica alla lunga produttiva, ma nel momento in cui la gara si sblocca a vantaggio degli avversari, allora diventa un problema. Così è successo a Cittadella così è successo stasera contro la Cremonese. Ad oggi c’è poca duttilità tattica, nonostante in panchina ci siano giocatori offensivi come Baez, Di Piazza, Perez e lo stesso Baclet che vengono utilizzati col contagocce.

Non si può perdere altro terreno, ma è necessario uno scatto d’orgoglio. Una crescita collettiva che porti a cambiare il modo di giocare del Cosenza e se la squadra trova più soluzioni con un modulo diverso dal 3-5-2, è giusto che l’allenatore Braglia cominci a pensare a un nuovo assetto tattico. Domenica contro il Perugia è obbligatorio fare punti. (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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