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Mimmo Lucano: «Rispetto la Costituzione più di molti altri»

Mimmo Lucano: «Rispetto la Costituzione più di molti altri»

L’ormai ex sindaco di Riace ha risposto alle domande del Gip. Così Lucano: «Posso telefonale e ricevere persone». Solidarietà dal Vescovo di Locri.

Non risponde direttamente ai cronisti che gli chiedono un giudizio sulle dichiarazioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel giorno del suo arresto, ma Domenico Lucano, sindaco di Riace, noto per il suo impegno per i migranti, dichiara dopo l’interrogatorio davanti al Gip: «Ho ribadito una cosa molto chiara. Forse la Costituzione la rispetto più io che tanti che si nascondono dietro le regole. La prima regola della Costituzione italiana, che nasce dalla Resistenza, è avere rispetto della dignità degli esseri umani. E’ la prima regola. Questi esseri umani non hanno colore della pelle, non hanno nazionalità. Sono tutti esseri umani allo stesso modo, con nessuna differenza».

A carico di Lucano la Procura aveva ipotizzato anche la distrazione a fini privati dei fondi destinati ai centri d’accoglienza per i migranti, ma i reati sono stati respinti dal Gip nell’ordinanza che ha portato il sindaco ai domiciliari. La procura aveva chiesto complessivamente 15 arresti, ma il giudice ne aveva concesso solo quello a carico del sindaco che ieri era stato sospeso dalle sue funzioni dal prefetto di Reggio Calabria. In tutto 31 le persone indagate nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia” e svolta dalla Guardia di Finanza. A carico della compagna di Lucano il magistrato ha messo un divieto di dimora a Riace.

«C’e’ una mafia che controlla questo ciclo dei rifiuti e praticamente io ho cercato di fare luce, di coinvolgere le cooperative sociali. Devo pagare per questo?». Si è difeso così Domenico Lucano, al quale la Procura contesta, fra l’altro, irregolarità nell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel piccolo centro della fascia ionica reggina, noto per i suoi progetti di accoglienza dei migranti. Lucano ha spiegato ai cronisti che nelle cooperative coinvolte lavorano “persone svantaggiate”.

In attesa della decisione del Gip sulla sua scarcerazione, nel frattempo Lucano non ha restrizioni nel comunicare o nel ricevere persone. «Mi ha detto: lei sindaco può ricevere, può telefonare, non le abbiamo fatto delle restrizioni, non la stiamo trattando come tutti perché capiamo».

Lucano, infine, incassa la solidarietà anche da Vescovo di Locri. «Il suo arresto ci addolora, perché riguarda uno che ha fatto dell’accoglienza migranti la sua ragione di vita. Sono certo che la magistratura saprà fare luce sui fatti contestati in modo che la verità possa prevalere. Nell’interesse di Lucano, di Riace e di tutta la Comunità ora sconcertata e disorientata più mai». E’ quanto afferma monsignor Francesco Oliva.

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