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Lucano: «Mi aspetto la scarcerazione, se esiste un diritto»

Lucano: «Mi aspetto la scarcerazione, se esiste un diritto»

Il Tdl di Reggio Calabria stamane ha discusso la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali difensori di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio.

I giudici si sono poi riuniti in Camera di Consiglio e probabilmente entro la fine della settimana scioglieranno la riserva se confermare la misura degli arresti domiciliari applicata dal gip del tribunale di Locri, annullarla totalmente o sostituirla con una misura cautelare meno afflittiva.

Una volta conclusasi l’udienza, Mimmo Lucano ha risposto alle domande dei giornalisti: «Se esiste un diritto mi aspetto la scarcerazione. Io penso sia andata bene e voglio ringraziare i miei due avvocati e tutto questo fiume di solidarietà che c’è intorno a me, intorno a Riace. Sono contento comunque, anche se non mi hanno permesso di parlare».

Poi Lucano ha risposto al prefetto Mario Morcone, già capo del Dipartimento del ministero dell’Interno che si occupava dei richiedenti asilo, il quale nei giorni scorsi ha parlato della sua vicenda dicendo di averlo messo in guardia, a suo tempo, su alcune criticità rilevate nella gestione dei fondi assegnatigli per l’accoglienza dei migranti. Lucano avrebbe ignorato quelle segnalazioni. «Il prefetto Morcone non deve dimenticare che nel 2008 voleva portare a Riace 400 persone e gli dissi: “ma signor prefetto, Riace ha già 500 abitanti nella parte alta”. Però ho avuto un rapporto cordiale con lui. Il 26 agosto 2008 telefonarono a Riace quando altri comuni come Milano davano disponibilità di soli 20 posti. Noi ci siamo riuniti con alcuni comuni e gli abbiamo dato la disponibilità per 300 posti; il 26 agosto ci hanno chiamati, il 28 agosto sono arrivati i pullman. Come facevamo a non fare gli affidamenti diretti alle cooperative? Ora me lo contesti!».

«Anche senza contributi pubblici andiamo avanti , da soli, perché nel corso degli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza. Noi possiamo dire sicuramente – aggiunge Mimmo Lucano – anche attraverso il supporto di una solidarietà nazionale, che faremo non uno Sprar ma un’accoglienza spontanea così come era cominciata. Senza soldi pubblici. Questo messaggio lo voglio trasmettere al governo, vogliamo uscire dallo Sprar (il sistema d’accoglienza statale per i rifugiati, ndr). Ovviamente facciamo ricorso al Tar per un fatto morale e ovviamente poi dobbiamo recuperare le risorse per i servizi già svolti, dopodiché, lo voglio dire come volontà politica, dobbiamo uscire dallo Sprar. Io non voglio più avere a che fare con chi non ha fiducia prima di tutto, e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani».

 

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