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Al Cosenza non basta Tutino: il Lecce sbanca il “San Vito-Marulla”

Al Cosenza non basta Tutino: il Lecce sbanca il “San Vito-Marulla”

Non basta la doppietta di Tutino al Cosenza per evitare la seconda sconfitta di fila, la prima interna della stagione, dopo un secondo tempo giocato su alti livelli. Ma ciò che paga la formazione di Braglia è la disastrosa prestazione fornita nella prima frazione di gioco, dove il Lecce in dodici minuti, grazie ai gol di Venuti e Palombi, aveva messo in cassaforte il risultato.

Poi lo show di Baez nella ripresa e la vena realizzativa di Tutino dopo il rinnovo di 5 anni col Napoli. Tutto bello, insomma, se non fosse per Falco che a dieci minuti dal termine ammutolisce il “San Vito-Marulla” e realizza la rete del definitivo 3-2 per i giallorossi di Liverani. Un pari sarebbe stato più giusto.

VECCHIE CERTEZZE. Braglia decide di affidarsi ancora al 3-5-2 con la conferma di Saracco tra i pali, Pascali, Dermaku e Legittimo in difesa, Corsi e D’Orazio sulle corsie esterne, Garritano, Bruccini e Mungo in campo al campo e con Tutino-Di Piazza tandem offensivo. 

Il Lecce di Liverani, invece, si presenta al “San Vito-Marulla” con un più collaudato 4-3-1-2: Fiamozzi, Lucioni, Marino e Venuti a comporre il poker difensivo davanti a Svigorito, mentre Arrigoni si conferma playmaker di spessore grazie al lavoro instancabile di Petriccione e Tabanelli, utilizzati come interni dal tecnico giallorosso. Mancosu trequartista alle spalle di La Mantia e Palombi. 

UNO-DUE LECCESE. L’avvio di match è tutto giallorosso: gli ospiti fanno le prove generali del gol con Tabanelli al 5’ quando di testa l’ex Cesena mette i brividi al portiere del Cosenza. Due minuti più tardi la rete del vantaggio. Botta dalla distanza di Venuti, scuola Fiorentina, che sorprende Saracco. Il difensore sfrutta un assist di La Mantia, ex della gara. 

Il Cosenza sembra frastornato e subisce il 2-0 al 12’: Petriccione allarga sul centrodestra per Palombi, il quale punta Pascali e infila all’angolino basso. Saracco nell’occasione poteva fare sicuramente meglio. 

Braglia se la prende con i suoi e tenta di raddrizzare la partita, cambiando modulo. Al 20’ il Cosenza muta il volto tattico, passando al 4-2-3-1, visto che i due attaccanti fino a quel momento non erano mai stati serviti dai centrocampisti. Non avendo però un altro attaccante esterno da schierare, e non volendo bruciare una sostituzione a metà del primo tempo, il tecnico di Grosseto sposta D’Orazio sulla linea degli attaccanti, mettendo Di Piazza al centro e Tutino sulla destra e nel ruolo di trequartista Garritano. Il nuovo modulo dà più equilibrio e incisività alla manovra rossoblù, ma il primo pericolo dei Lupi arriva da un calcio d’angolo: al 29’ Pascali stacca di testa, ma Vigorito in presa bassa fa sua la sfera. Il difensore del Cosenza ci riprova al 34’: angolo di Corsi per l’ex Cittadella che salta più in alto di tutti trovando un portiere giallorosso in vena di miracoli. E’ la fase del match dove la squadra di casa mette il cuore oltre l’ostacolo per recuperare una partita, sulla carta, già chiusa al 12’ del primo tempo. 

IMPRESA SFIORATA. Nella ripresa, Braglia rispolvera Baez e inserisce Maniero (per D’Orazio e Di Piazza). Un attaccante e un trequartista per creare maggiori pericoli al Lecce. Una scelta che nei primi minuti della seconda frazione di gioco sembra dare i suoi frutti. Garritano al 2’ prova l’eurogol, ma il suo tiro viene deviato in angolo. Ancora Cosenza al 4’. Cross dalla sinistra di Legittimo, Baez incorna debolmente tra le braccia del portiere. La mossa di Liverani è quella di dare più imprevedibilità alla sua squadra con l’inserimento di Falco per La Mantia. Così il Lecce prova a colpire in contropiede. Nonostante un assetto tattico molto offensivo il Cosenza occupa bene il campo.

Al 21’ le scelte di Braglia trovano conforto: Baez pennella un cross al bacio per Tutino che di testa punisce all’angolino basso Vigorito. Passano sessanta secondi e Maniero colpisce l’incrocio dei pali da quasi 30 metri. Liverani fa le barricate, togliendo Mancosu al posto di Cosenza. Braglia, dal canto suo, toglie un trequartista, Garritano, e mette dentro Baclet. Il 2-2 è un altro gioiello di Baez che serve Tutino in area: l’attaccante scuola Napoli di prima intenzione gonfia la rete. Tutto finito? Per nulla. Falco in contropiede un minuto dopo infilza Saracco. Da valutare la posizione di Palombi al momento del tiro: poteva essere fuorigioco.

Il gol di Falco: Saracco coperto da Palombi?
Il gol di Falco: Saracco coperto da Palombi?

MODULO E PERINA. La prima sconfitta interna della stagione, senza contare la gara persa a tavolino contro il Verona, ci permette di analizzare a 360 gradi la situazione rossoblù. La classifica preoccupa, i risultati non sono positivi e le prestazioni non migliorano. Le cause di questo andamento negativo possono essere due. Il primo è tattico: la squadra si esprime meglio con una difesa a 4, lasciando poi libera interpretazione ai centrocampisti e trequartisti di muoversi tra le linee per rifornire la prima punta. Il secondo è tecnico: perché mancando Maniero, Braglia non ha dato fiducia a Baclet che a Palermo aveva realizzato il gol del pari? E ancora: qual è il motivo che impedisce a Perina di giocarsi le sue chance da titolare, visto che né Saracco né Cerofolini offrono le necessarie garanzie per dormire sonni tranquilli? 

Braglia, allenatore esperto e sicuramente uomo molto intelligente, sa bene che il suo futuro passa dai risultati e sa bene che oggi il bicchiere è mezzo vuoto. Lo sa perché un tecnico navigato come lui, comprende quali siano i pericoli di pensare che questa squadra possa salvarsi in modo sereno. Se fosse così, ad oggi, sarebbero arrivate più vittorie e meno sconfitte, mentre le gare contro Perugia, Brescia, Pescara, Palermo e quella di stasera contro il Lecce confermano un dato: il Cosenza manca d’esperienza. Una lacuna che può essere colmata solo con un atteggiamento diverso rispetto a quanto visto nel primo tempo contro il Lecce. (Antonio Alizzi)

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