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Castrovillari, un convegno in memoria del magistrato Fedele Calvosa

Castrovillari, un convegno in memoria del magistrato Fedele Calvosa

Lo Stato non cede «a questo attacco spietato che ha come fine ultimo l’annientamento della Repubblica democratica nata dalla Resistenza e la distruzione delle nostre libertà e del nostro ordinamento civile» così si esprimeva il Presidente della Repubblica Sandro Pertini il 9 novembre 1978, intervenendo alla seduta del Consiglio Superiore della Magistratura, all’indomani dell’assassinio, a Patrica, nei pressi di Frosinone, del magistrato Fedele Calvosa, illustre figlio di Castrovillari.

La città natale, per iniziativa dell’Associazione Italiana di Cultura Classica e della Biblioteca Civica “Umberto Caldora”,  ha voluto ricordarlo in occasione del quarantennale della strage, nella quale caddero pure gli agenti di scorta Giuseppe Pagliei e Luciano Rossi, perpetrata da sedicenti “Formazioni Comuniste Combattenti”.

Hanno collaborato all’iniziativa, anzitutto, l’IIS “Mattei-Pitagora-Calvosa”: il Dirigente scolastico Bruno Barreca si è soffermato sull’importanza dell’iniziativa a livello civile e culturale; il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Castrovillari, il cui Presidente, avv. Roberto Laghi, ha ricordato la luminosa figura del magistrato castrovillarese; l’Associazione Italiana Giovani Avvocati, il cui Consigliere Nazionale, avv. Angela Bellusci, ha sottolineato, con parole sentite, l’impegno di Calvosa nella difesa della giustizia.

Il Sindaco, avv. Domenico Lo Polito, nel suo saluto, ha richiamato l’attenzione sul sacrificio che la difesa delle istituzioni ha comportato: Calvosa e gli altri magistrati hanno perso la vita per la salvaguardia della nostra libertà. Il prof. Leonardo Di Vasto ha ricordato che nello stesso anno 1978 fu assassinato Aldo Moro, che aveva 62 anni. Calvosa, che cadde 182 giorni dopo, ne aveva 59. Moro e Calvosa, ha detto, caddero a difesa delle istituzioni, che sono il presupposto della convivenza civile, dell’armonia sociale, della libertà politica.

A presiedere, con sobrietà e misura, il Convegno è stato l’avv. Giovanni Rende, Vice Presidente dell’Associazione Italiana di Cultura Classica: nella sua incisiva introduzione, ha osservato che gli avvocati e i magistrati, attori della giurisdizione, collaborano nella difesa dei diritti e dei valori comuni, come l’impegno per l’indipendenza del sistema giudiziario, il rispetto dei principi e delle garanzie del giusto processo, la libertà di stampa. Ha aggiunto che è fondamentale il ruolo del magistrato che si dedica alla ricerca della verità.

Subito dopo ha dato la parola per un saluto istituzionale al Presidente del Tribunale di Castrovillari, dott.ssa Natina Pratticò, che ha espresso vivo apprezzamento per la figura del magistrato castrovillarese, che, ha detto, ha testimoniato con il suo impegno, sino al sacrificio della vita, i valori della giustizia.

Sono intervenuti, poi, il prof. John Trumper, già docente di glottologia all’Unical, autore del recente volume Le telefonate. Le perizie foniche originali sulla strage di Peteano e sul Caso Moro, che ha evidenziato il contributo che la scienza linguistica, collaborando con la magistratura, dà alla ricerca della verità, come lui stesso ha fatto durante gli anni della strategia della tensione, e la prof.ssa Marta Maddalon, docente di Linguistica all’Unical, che ha sottolineato la diversità della situazione attuale, in cui «la telefonia cellulare non pone quasi più il problema dell’individuazione del parlante», rispetto a quella del periodo del rapimento Moro, quando, per le perizie foniche, si usavano delle piccole calcolatrici che non erano semplici da usare. Pertanto, il lavoro del prof. Trumper è stato innovativo, pioneristico, in particolare, per essere basato sul metodo multidisciplinare.

Castrovillari, un convegno in memoria del magistrato Fedele Calvosa
Castrovillari, un convegno in memoria del magistrato Fedele Calvosa

L’avv. Angelo Cosentino ha sottolineato un aspetto interessante della figura di Calvosa: l’attaccamento alle radici, alla terra natale, alla sua Castrovillari. L’intervento dell’avv. Armando Veneto, Presidente della Camera Penale di Palmi, ha avuto come punto centrale l’importanza della difesa dei diritti in un periodo come l’attuale di dilagante sovranismo. Ha concluso il Convegno la dott.ssa Maria Rita Calvosa, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, figlia di Enrico, fratello del magistrato. Ha ricordato con profonda emozione quel giorno della tragedia dello zio. Una indisposizione le aveva impedito di andare a scuola: pertanto, ancora ragazza, fu lei a ricevere per prima la ferale notizia. Lo zio era molto legato alla sua famiglia, alla moglie e ai due figli, ma pure ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti, alla anziana madre, alla quale non venne mai partecipata la vera causa della morte del primogenito: sarebbe stato un colpo molto duro per una madre tanto orgogliosa del successo conseguito da Fedele, come pure dagli altri figli. Il pubblico numeroso era composto da cittadini, studenti, avvocati, docenti (era presente il prof. Giuseppe Trebisacce, già docente dell’Unical) e Dirigenti scolastici.

Durante il Convegno sono stati letti dagli studenti dell’Istituto “Fedele Calvosa” alcuni messaggi: quello della figlia Tiziana che ha ricordato un papà «impegnato ed attaccatissimo al suo lavoro, innamorato dei principi di giustizia, ma ugualmente dedito con tutto se stesso alla famiglia». Poi, quello del Ministro dell’Interno di quegli anni, Virginio Rognoni, figura politica di larghe vedute: ha osservato che i giorni della tragedia del magistrato Calvosa come del Presidente Moro «Castrovillari li rivive oggi intensamente nel ricordo di Fedele Calvosa e della sua scorta».

Infine, è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inteso «manifestare la sua ideale partecipazione all’evento ed esprimere vivo apprezzamento per la dedicazione di un busto al Magistrato Calvosa che costituisce un atto di gratitudine e di grande affetto da parte della comunità di Castrovillari nei confronti di un suo concittadino». Infatti, questo busto in pietra leccese, opera degli scultori Angelo Cherillo e Francesco Ortale, è stato donato all’Istituto dall’Associazione Italiana di Cultura Classica Italiana, che, secondo l’insegnamento degli antichi greci, tiene gli occhi aperti su quel che avviene nell’agorà, nell’agire politico quotidiano.

La manifestazione si è conclusa con il ricco e raffinato buffet allestito, all’interno della suggestiva cornice storica del Castello Aragonese, dall’Istituto Alberghiero “K. Wojtyla” di Castrovillari, che ha dato prova di professionalità con studenti e docenti coordinati egregiamente dalla Dirigente Franca A. Damico.

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