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Assolta la donna accusata di aver approfittato del padre demente

Assolta la donna accusata di aver approfittato del padre demente

Il tribunale di Cosenza ha assolto una donna accusata di circonvenzione d’incapace. Ecco la storia giudiziaria.

Arriva una assoluzione piena per l’imputata accusata dai fratelli di aver approfittato del padre demente, ottenendo somme di denaro non dovute tramite bonifici bancari.

La sentenza, emessa oggi dal gup del tribunale di Cosenza Giuseppe Greco, chiude un capitolo giudiziario nella storia di questa famiglia che in realtà poteva già concludersi nella fase delle indagini preliminari, quando ci fu una richiesta di archiviazione della procura di Cosenza.

La causa di non punibilità decisiva ai fini dell’assoluzione

Quando si tratta delitti contro il patrimonio c’è una causa di non punibilità decisiva ai fini dell’assoluzione e subentra nel momento in cui il reato sarebbe ascritto a un parente, a meno che non ci sia stata violenza fisica o morale. Nella riapertura delle indagini le parti civili avevano inserito l’elemento della violenza, poi smentito dalla mamma dell’imputata e delle persone offese dinanzi ai carabinieri.

La mamma infatti non aveva confermato la questione della violenza, facendo intendere che erano stati i fratelli ad allontanarsi dal padre per il fatto che quest’ultimo avesse voluto avvantaggiare la sorella nella ripartizione delle somme di denaro.

La donna è stata difesa dagli avvocati Emilia Francesca Aceto e Carmelo Puterio. La procura di Cosenza, rappresentata dal pm Giuseppe Cava, aveva chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. (a. a.)

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