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Cosenza, nuovo processo per due carabinieri accusati di un reato grave

Cosenza, nuovo processo per due carabinieri accusati di un reato grave

I due militari dell’Arma sono accusati di essersi introdotti abusivamente nel sistema informatico della procura di Cosenza.

Arrivano buone notizie dalla Suprema Corte di Cassazione per i due carabinieri, Giuseppe Giordano e Giuseppe Palermo, accusati di introduzione abusiva nel sistema informatico della procura di Cosenza. I giudici della quinta sezione penale hanno accolto le tesi in diritto esposte dagli avvocati difensori Antonio Ingrosso ed Enzo Belvedere.

I fatti contestati ai due militari dell’Arma

Palermo voleva informarsi se se il suo collega fosse stato iscritto nel registro degli indagati in merito a un altro procedimento penale. In quella occasione riferì a Giordano che non c’era nulla a suo carico, mentre le indagini invece erano in corso.

Nel processo di primo grado i due carabinieri erano stati condannati a nove mesi (pena sospesa e non menzione) per rivelazione del segreto istruttorio e introduzione abusiva nel sistema informatico. I due potevano accedere solo ai carichi pendenti, ma non dovevano disporre della password per quanto riguarda le informazioni relative all’iscrizione nel registro degli indagati.

In appello era caduto il reato più grave

In appello, gli avvocati Ingrosso e Belvedere erano riusciti a dimostrare l’estraneità ai fatti dei loro assistiti per quanto riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio, ma la Corte d’Appello di Catanzaro aveva confermato la condanna per l’altro reato, rideterminando la pena a due mesi di reclusione.

Oggi, invece, il colpo di scena. La Cassazione ha annullato con rinvio per un nuovo esame della Corte d’Appello. (a. a.)

 

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