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Narcotraffico a Cosenza, condanna annullata: ecco le motivazioni

Narcotraffico a Cosenza, condanna annullata: ecco le motivazioni

La Suprema Corte di Cassazione ha reso note le motivazioni del processo “Job Center”, l’inchiesta sul narcotraffico a Cosenza.

I giudici hanno confermato quasi tutte le condanne inflitte nei due gradi di giudizio nei confronti di Celestino Abbruzzese e sua moglie Anna Palmieri. Secondo l’accusa sarebbero la mente del narcotraffico nel cuore di Cosenza Vecchia.

Una condanna annullata e una pena rideterminata

Gli ermellini hanno annullato con rinvio la condanna di Candido Perri che, in primo grado, era stato assolto dall’accusa di narcotraffico. Poi in appello, la procura generale aveva ottenuto una pena molto alta per il reato associativo.

La Cassazione ha accolto le motivazioni in diritto esposte dall’avvocato Giampiero Calabrese, spiegando che «la Corte di merito è incorso nella violazione denunciata ribaltando la decisione assolutoria del primo Giudice nei confronti del ricorrente dall’accusa associativa, giustificata sulla base della considerazione di un ampio compendio captativi che, secondo il primo giudice, non esprimeva alcun elemento in chiave associativa sotto l’aspetto dell’affectio societatis.

I Giudici di appello, invero, hanno posto a base della affermazione di responsabilità un più ridotto numero di conversazioni – pervero alcune indicative di contatti puntuali – senza esprimersi sul contenuto delle captazioni considerate dal primo Giudice ed in ordine al relativo giudizio».

Pena rideterminata invece per Amos Zicaro a sette anni e 8 mesi di carcere. (a. a.)

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