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LANDE DESOLATE | L’imprenditore Barbieri sceglie la via del silenzio

LANDE DESOLATE | L’imprenditore Barbieri sceglie la via del silenzio

Interrogato dal gip del tribunale di Roma sugli appalti pubblici di Lorica e Scalea, sui quali indaga la Dda di Catanzaro.

L’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri si trova nuovamente a rispondere di essere intraneo al clan Muto di Cetraro, quando sentenze della Cassazione dal punto di vista cautelare dicono l’esatto contrario. Non ultima, quella del 13 aprile scorso, giorno in cui gli ermellini avevano rigettato il ricorso presentato dal procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri.

L’aggravante mafiosa quindi ritorna nell’inchiesta “Lande desolate”, l’indagine della Guardia di Finanza di Cosenza sugli appalti pubblici di Lorica e Scalea, due opere che avrebbe dovuto realizzare la società “Barbieri Costruzioni Spa”, fallita nell’aprile 2017 al termine di un concordato preventivo non andato a buon fine.

Barbieri è l’unico delle persone coinvolte finite in carcere, così com’è successo nella prima inchiesta “Cinque Lustri”, dove rispondeva di concorso esterno in associazione mafiosa.

Prima degli arresti della Finanza di Cosenza, Barbieri era stato posto ai domiciliari dal Riesame di Reggio Calabria in merito ad un’altra indagine antimafia, denominata “Cumbertazione”, sui suoi rapporti con il potente clan dei Piromalli di Gioia Tauro.

Nei giorni scorsi, Barbieri (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)nsi è presentato davanti al gip di Roma per l’interrogatorio di garanzia, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il ricorso al Riesame sarà presentato nei primi giorni del 2019. (a. a.)

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