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Strage di Cassano, chiesto l’ergastolo per Donato e Campilongo

Strage di Cassano, chiesto l’ergastolo per Donato e Campilongo

Il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto chiede la massima pena per i due presunti partecipi del triplice omicidio di Cassano all’Jonio.

Quasi 50 udienze per concludere una fase dibattimentale ricca di tensioni e di colpi di scena. Ma soprattutto quasi 50 udienze per stabilire se Cosimo Donato e Faustino Campilongo abbiano partecipato o meno al triplice omicidio di Cassano all’Jonio, avvenuto nel gennaio del 2014 nella città della Piana di Sibari.

Il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto durante la requisitoria ha ricostruito tutte le tappe dell’inchiesta condotta dal Ros di Catanzaro e dai carabinieri del Reparto Operativo di Cosenza. Dalle ore successive al delitto, quando alcuni familiari di Giuseppe Iannicelli, nonno del piccolo Cocò Campolongo, incontrarono i due uomini di Firmo che puzzavano di benzina, fino ai dialoghi in lingua albanese captati nel corso della detenzione di Cosimo Donato.

Provata la responsabilità penale di Cosimo Donato e Faustino Campilongo

Dai messaggi su Messanger e WhatsApp intercettati dagli investigatori alle dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia, vedi quelle di Pasquale Perciaccante, che hanno corroborato alcuni tesi accusatorie. Senza dimenticare le contraddittorie testimonianze di Sonia Di Monte, ex di Michele Bloise, oggi pentito, e di Cosimo Donato. Insomma, tanta carne al fuoco per giungere ad una conclusione, ovvero che l’istruttoria dibattimentale ha pienamente dimostrato la colpevolezza dei due imputati, i quali avrebbero bruciato la macchina e i corpi delle tre vittime. Il movente? Lo spaccio di droga e la voglia di Giuseppe Iannicelli senior di tenere sotto scacco i due imputati e prendere le distanze dal clan degli “zingari”: gli Abbruzzese.

Se Cosimo Donato e Faustino Campilongo abbiano materialmente ucciso i tre o se siano realmente loro i mandanti della strage questo ancora non è chiaro, ma la Dda di Catanzaro ci sta lavorando per scoprire il secondo livello dell’inchiesta. Come non è mai stata trovata l’arma del delitto né alcuni dettagli che avrebbero potuto allargare il cerchio dei responsabili, quale il telefonino della ragazza marocchina Ibtissam Touss.

La pubblica accusa quindi ha chiesto alla Corte d’Assise di Cosenza di condannare i due imputati, Cosimo Donato e Faustino Campilongo alla pena dell’ergastolo. Alla richiesta della Dda di Catanzaro si associano i legali della famiglia Iannicelli, gli avvocati Liborio Bellusci e Angela Bellusci. Fissato un calendario per le discussioni difensive. Nel collegio figurano gli avvocati Ettore Zagarese, Vittorio Franco e Mauro Cordasco. (a. a.)

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