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Cocaina a Mendicino, per Reda e Segreti è tutto da rifare

Cocaina a Mendicino, per Reda e Segreti è tutto da rifare

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per due dei tre imputati. Ecco perché.

La sesta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso della procura generale di Catanzaro in merito al processo dell’acquisto di oltre 500 grammi di cocaina, provenente dalla Colombia, effettuato da Domenico Baldino. Quest’ultimo, dopo essere stato arrestato dalla Squadra Mobile di Cosenza, ammise le sue responsabilità, facendo i nomi anche di altri soggetti.

Baldino, inoltre, patteggiò la pena a 5 anni di reclusione, mentre nel processo di primo grado, svoltosi col rito abbreviato, gli altri tre imputati – Romina Reda, Andrea Rudisi e Antonio Segreti – subirono pesanti condanne, poi dimezzate in Appello.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i motivi del ricorso presentato dalla procura generale avverso le posizioni dei tre imputati, originari di Mendicino, contestando ai giudici di secondo grado di non aver tenuto conto della recidiva che pendeva sulla testa di Reda e Segreti. Nel caso di Rudisi, la condanna a 6 anni di carcere è passata in giudicato, mentre per Romina Reda e Antonio Segreti è tutto da rifare, limitatamente alla rideterminazione della pena. 

Sia Reda sia Segreti, infatti, avevano ottenuto una riduzione di pena “eccessiva” rispetto ai limiti imposti dalla legge per il reato configurato dalla pubblica accusa. La Corte d’Appello li aveva condannati rispettivamente a tre anni e cinque anni di carcere ciascuno, mentre in primo grado il gup del tribunale di Cosenza aveva inflitto undici anni a Segreti e cinque a Reda. (a. a.)

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