Dalla CalabriaGiudiziaria

«Le accuse di Pellicori non bastano ad arrestare Minieri»

Nei giorni scorsi la sentenza della Cassazione sul ricorso presentato dall’imputato Andrea Minieri. Motivazioni depositate.

La sesta sezione penale della Cassazione, presieduta dal presidente Giorgio Fidelbo, ha reso noto le motivazioni che hanno portato gli ermellini ad annullare il provvedimento del Riesame di Catanzaro che, a sua volta, aveva confermato la custodia in carcere per Andrea Minieri, imputato nel processo “Apocalisse” e condannato in primo grado dal tribunale di Cosenza a 10 anni di reclusione.

Le dichiarazioni di Pellicori rese in dibattimento

Nel corso del dibattimento, il collaboratore di giustizia Luca Pellicori, coimputato del processo “Apocalisse”, aveva dichiarato che dopo la conclusione delle indagini preliminari Andrea Minieri, Paolo Scarcello e Marco Perna continuavano l’attività di spaccio nei pressi dell’abitazione dello stesso Perna, ritenuto l’organizzatore del narcotraffico. Le parole del pentito, secondo il tribunale di Cosenza, bastavano ad emettere una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per i tre imputati.

Il provvedimento dei giudici collegiali era stato impugnato dai tre imputati, i quali si sono rivolti al Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare. Il Tdl di Catanzaro aveva confermato la decisione del tribunale di Cosenza. A questo punto, l’avvocato Antonio Quintieri, difensore di Minieri, ha proposto ricorso in Cassazione.

Le motivazioni della Cassazione sul ricorso di Minieri

Secondo la sesta sezione penale «le dichiarazioni accusatorie rese dal coindagato o coimputato nel medesimo reato o da persona indagata o imputata in un procedimento connesso o collegato, integrano i gravi indizi di colpevolezza, soltanto se esse, oltre ad essere intrinsecamente attendibili, risultino corroborate da riscontri estrinseci individualizzanti, tali cioè da attribuire capacità dimostrativa e persuasività probatoria in ordine all’attribuzione del fatto-reato al soggetto destinatario di esse». Nel caso di specie, le parole di Pellicori non bastano ad arrestare di nuovo Minieri, in assenza di elementi probatori che devono corroborare quanto dichiarato dall’accusatore, quindi dal pentito.

Le indicazioni degli ermellini alla nuova sezione del Riesame

Conclude la Cassazione: «Il Tribunale del Riesame dovrà verificare la sussistenza di riscontri individualizzanti alla chiamata del Pellicori con specifico riguardo al fatto oggetto della chiamata, id est lo svolgimento da parte del ricorrente dell’illecito commercio di droga in costanza di arresti domiciliari» Rigettato, infine, il ricorso di Paolo Scarcello. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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