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Cosenza, solo pari con l’Ascoli. Mancano gol e rinforzi di qualità

Cosenza, solo pari con l’Ascoli. Mancano gol e rinforzi di qualità

Cosenza e Ascoli giocano bene, ma sono carenti in attacco. Così finisce zero a zero, che accontenta tutti.

Nonostante l’entusiasmo per l’ultima partita di Baclet con la maglia del Cosenza, la formazione di Braglia non riesce a trovare la determinazione giusta per venire a capo dell’Ascoli che si dimostra una squadra quadrata e ben organizzata. Il pari è giusto e accontenta entrambe. Al Cosenza, oltre ai gol, mancano rinforzi di qualità. Il mercato sarà decisivo per ottenere una salvezza tranquilla.

L’ovazione dei tifosi per l’ultima di Baclet?

L’affetto dei tifosi del Cosenza per Allan Baclet è dirompente. Lo striscione ad inizio gara, con tutto lo stadio che invoca il suo nome sono «emozioni davvero uniche, che può regalare solo il calcio. Io amo Cosenza, vediamo cosa succede in settimana» ha detto l’attaccante rossoblù a fine partita ai microfoni di Dazn. 

Il tecnico Piero Braglia gli regala l’ultima gara da titolare con la maglia che lo ha rilanciato nel calcio che conta, conquistando una promozione miracolosa in serie B. Le scelte dell’allenatore di Grosseto confermano quanto visto durante la settimana: 3-5-2 con Tutino al fianco del francese, unica sorpresa dell’undici iniziale. 

Un primo tempo diviso a metà

La prima frazione di gioco vede protagonisti sia il Cosenza sia l’Ascoli. Se i rossoblù giocano bene e disinvolti fino al 25’, il resto è tutto ad appannaggio della formazione bianconera allenata da Vivarini, ex rossoblù negli anni ’90. 

La squadra di casa pressa e trova le giuste trame di gioco quando sviluppa la manovra sugli esterni, avendo l’obiettivo di aprire la difesa avversaria per innescare i due attaccanti. Questo non avviene sempre, però. In un caso, ovvero al 10’, Tutino trova il varco giusto per entrare nelle maglie difensive ospiti, ma calcia debolmente da buona posizione. 

La pressione dei Lupi mette in difficoltà l’Ascoli che non trova le contromisure a centrocampo nonostante il rombo predisposto da Vivarini. Così, il Cosenza può sfruttare le seconde palle e liberare al tiro i centrocampisti, come avviene al 12’ con Mungo, bravo ad arrivare prima sulla palla respinta dalla difesa marchigiana. Il suo destro, però, viene respinto da Bacci. Sulla ribattuta D’Orazio non è svelto e perde il momento giusto per battere a rete. 

Quando il Cosenza abbassa leggermente il ritmo della manovra, escono le qualità fisiche e tecniche dell’Ascoli. I giocatori di Vivarini riescono in due circostanze a creare pericoli seri per Perina. Succede al 39’ quando da una punizione battuta da Ninkovic, Cavino (nell’insolito ruolo di terzino sinistro) devia il pallone in porta, ma il portiere rossoblù compie un autentico miracolo. Le palle inattive si dimostrano ancora una volta il punto di forza dell’Ascoli anche al 40’. Sempre Ninkovic pennella un cross invitante, stavolta per Valentini: il difensore argentino di testa supera Perina, ma Corsi salva sulla linea di porta. 

Cosenza e Ascoli non trovano il marco giusto

Il francese vuole chiudere la sua esperienza con il Cosenza con il gol della vittoria. Bacci gli nega questa gioia al 3’ della ripresa, quando Bruccini vede Allan Baclet: colpo di testa perfetto, ma il portiere manda in angolo.

L’Ascoli c’è e si fa vedere dalle parti di Perina all’11: Cavion affonda sulla sinistra, palla all’indietro per Frattesi che a colpo sicuro arriva sul pallone, ma il suo tiro è deviato in corner. 

Braglia, vedendo l’avanzata del’Ascoli, mischia le carte. Cambia modulo e protagonisti: toglie D’Orazio per Baez e Baclet per Maniero. Il Cosenza passa al 4-3-3, avendo l’obiettivo di limitare gli esterni difensivi che salgono spesso sulla trequarti. Ma in fase di non possesso, i Lupi difendono ancora con la difesa a cinque. La mossa produce i primi effetti dopo un minuto: scambio Baez-Tutino, lancio in profondità per Maniero che al volo costringe il difensore bianconero a mandare la palla in calcio d’angolo. 

La nuova impostazione tattica da un lato permette al Cosenza di alzare il baricentro e aumentare il pressing sul portatore di palla avversario, dall’altro consente all’Ascoli di trovare maggiori spazi in profondità che cambiano radicalmente il volto del match. Meno fronzoli tattici e più libertà nelle giocate, a costo di rischiare qualcosa. 

Al Cosenza mancano gol e rinforzi di qualità

Solo una giocata del singolo può sbloccare il match. Così Garritano al posto di Mungo è l’ultima carta di Braglia per portare a casa i tre punti. L’unico problema rimane quello di trovare l’equilibrio tra difesa e attacco. Se D’Orazio è un’ala pura, Baez non lo è. E’ la carenza tattica e in fase di marcatura si vede bene quando Beretta prende dalla dal centro sinistra, punta Baez, entra in area e tira in porta, avvicinandosi al secondo palo difeso da Perina. 

L’Ascoli gioca bene da centrocampo in su: i suoi interni hanno gamba e tecnica per mettere la palla tra le linee e da ciò nasce l’azione che porta al tiro Rosseti. Per fortuna del Cosenza, la sua conclusione lambisce il palo.

Alla fine il pari è giusto per quanto visto il campo. Il Cosenza, però, dal mercato invernale dovrà avere quella qualità (ed esperienza) che oggi manca per finire un campionato, quello di serie B, che nel girone di ritorno può ribaltare qualsiasi pronostico. La salvezza è possibile, ma con nuovi innesti. Almeno quattro: un attaccante, un centrocampista e due esterni. (Antonio Alizzi)

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