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“Cervicati vive” non vuole la fusione con San Marco Argentano

“Cervicati vive” non vuole la fusione con San Marco Argentano

Continuano le attività del Comitato Civico “Cervicati vive” contro il progetto di fusione tra i comuni di San Marco Argentano e Cervicati.

Ultima la presentazione dell’istanza di rigetto del procedimento presso la Prima Commissione Affari Istituzionali della Regione Calabria nonché allo stesso Presidente della Giunta Regionale. Chiesta esplicitamente l’audizione di una rappresentanza del Comitato stesso, per illustrare le motivazioni delle iniziative fino ad oggi intraprese non tanto contro il progetto ma contro «la totale indisponibilità delle rispettive amministrazioni Comunali ad intraprende un percorso di dialogo e confronto, prima che il tutto fosse trasmesso agli Uffici competenti della Regione Calabria».

La posizione ufficiale del comitato “Cervicati vive”

«Negli ultimi mesi, le due comunità sono sottoposte ad una serie di iniziative volte a fare passare il progetto come l’unica ed imprescindibile strada da intraprendere senza alcun tipo di confronto e discussione democratica. Con l’istanza presentata alla Regione, si è voluta denunciare l’arroganza Istituzionale e politica portata avanti dai due Sindaci i quali, grazie anche ad articoli e numerose fake-news che danno per imminente la fusione tra i due Comuni, stanno prendendo in giro le popolazioni.

Al contrario, il procedimento amministravo di valutazione e di approvazione di un progetto di Fusione passa per vari organi che, vista l’imminente scadenza elettorale per il rinnovo dei due consigli Comunali e per il Parlamento Europeo, non consentono assolutamente di iniziare un iter procedimentale, e ben che meno arrivare alla legge Regionale di Istituzione dell’utopico nuovo Comune.

La questione sarà argomento dell’imminente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Cervicati del 26 maggio 2019. Chiariamo inoltre che il nostro Comitato sosterrà una posizione di contrarietà a tale progetto, calato dall’alto e senza il coinvolgimento delle rispettive comunità».

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