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Cosenza, che rimonta. Sciaudone e Idda beffano il Verona: finisce 2-2

Cosenza, che rimonta. Sciaudone e Idda beffano il Verona: finisce 2-2

Clamorosa rimonta del Cosenza a dieci minuti dalla fine. “Al Bentegodi” finisce 2-2 contro il Verona.

Quando le speranze di portare via almeno un pari erano ormai ridotte al lumicino, il Cosenza tira fuori tutto l’orgoglio e rimonta un risultato insperato dopo il 2-0 di Di Carmine. Il nuovo arrivato Sciaudone, giocatore di indubbio valore, e Idda, già in gol contro il Crotone, rianimano i Lupi dopo il pari interno contro l’Ascoli. Un punto che fa morale e soprattutto muove la classifica dopo la sconfitta del Carpi contro il Cittadella.

Braglia confonde gli avversari

Per la seconda volta in stagione, la formazione del Cosenza cambia a pochi minuti dall’inizio del match. Quella che gioca al “Bentegodi” è una squadra super offensiva: 4-2-4 in fase offensiva, con i due esterni che si abbassano quando è necessario difendere. Una scelta che cambia radicalmente il pensiero-tattico di Braglia, fino ad oggi legato al 3-5-2 e poco propenso a giocare con tanti giocatori offensivi. E v’è di più. Non un 4-2-4 con gli esterni che giocano sulla linea laterale, ma con Baez ed Embalo che devono rientrare e crossare per Maniero e Tutino. Il sistema di gioco, tanto caro a Conte nella sua avventura al Bari, non produce granché nel primo tempo. Ma aver dato due formazioni diverse è sicuramente una “furbata” di Braglia che ha tentato di sorprendere Grosso. 

Centrocampo rossoblù in sofferenza nel primo tempo

Il Verona prova a partire forte sin dall’inizio. Embalo, acquistato dal Palermo, si fa rubare palla al limite dell’area di rigore del Verona. Nasce così la prima occasione per i padroni di casa. Di Gaudio in velocità tira da 20 metri, ma Perina si fa trovare pronto. Un minuto più tardi ancora l’ex Parma ci prova, inserendosi dal centro sinistra, ma la difesa dei Lupi spazza via.

In questa fase del match, il Verona di Grosso fa sentire il fiato sul collo al Cosenza, pressando alto. Arriva così la terza buona occasione per i veneti con Pazzini che spara sopra la traversa dal dischetto. La qualità del Verona crea difficoltà ai rossoblù. Sull’asse Gustafson-Pazzini, la squadra di casa fa le prove generali del gol che, per fortuna del Cosenza, non arriva solo grazie alla reattività di Perina. L’ex bomber del Milan e dell’Inter fa partire un destro forte e diretto sotto la traversa, ma il portiere silano ci mette una pezza, deviando in calcio d’angolo. 

Il Cosenza si affida ai lanci lunghi che non impensieriscono il Verona, mentre quando i giocatori di Braglia fraseggiano trovano gli spazi giusti per far male. Come nel caso dell’azione registrata al 26’, con Mungo bravo a verticalizzare su Maniero, ma l’attaccante non è altrettanto bravo a concludere in porta.

Il Verona spinge e trova il vantaggio al 33’: Gustafson si inserisce in area, un rimpallo favorisce prima Di Gaudio e poi Pazzini che tira in porta da posizione defilata, la palla è respinta da Perina sul ginocchio di Idda, si avventa Tupta e realizza l’1-0. 

Bruccini dà la scossa un minuto dopo, ma il tiro da fuori area termina a lato. E’ la prima conclusione degna di nota del Cosenza dopo quasi 35’. Il Verona non vuole commettere gli stessi errori di Padova e continua ad attaccare con i centrocampisti che spezzano il centrocampo rossoblù come e quando vogliono. Dopo Gustafson ci prova Colombatto. L’ex Trapani lascia un partire il sinistro dal limite dell’area, ma la sfera va fuori. Primo brivido per il Verona direttamente da calcio d’angolo: a batterlo è Baez che indirizza il pallone verso la traversa, ma Silvestri manda in corner.

Siamo al 40’, fase del match in pieno controllo degli scaligeri che, a differenza del Cosenza, occupano meglio il campo, sfruttando la vivacità delle mezzali, Zaccagni e Gustafson. Una strategia, quella di Grosso, a cui Braglia non riesce a porre rimedio, avendo solo due centrocampisti a fare legna in mezzo al campo: Bruccini e Mungo. In fase di non possesso, infatti, l’atteggiamento offensivo dei Lupi non paga, perché il Verona offre spunti tecnici di qualità. Non solo nella manovra, ma soprattutto nella fase di non possesso, dove è capace di aggredire il Cosenza con i centrocampisti e gli attaccanti. Tutto ciò matura al 44’, quando Mungo cincischia sulla palla, non sapendo a chi darla, e il Verona riparte che è una bellezza. Perina si esalta su Pazzini, evitando il raddoppio. 

Il Cosenza si sveglia nella ripresa

I primi minuti di gioco del secondo tempo fanno ben sperare Braglia. I Lupi alzano subito il ritmo. Lo fa prima Legittimo che riesce ad arrivare dentro l’area di rigore, ma viene fermato dai difensori gialloblù. Poi Mungo, due minuti più tardi, sorprende i padroni di casa con un cross sul secondo palo, sul quale Tutino va in spaccata, costringendo Silvestri ad una parata super. 

La mossa di Braglia è quella di spostare Baez dietro Maniero e Tutino largo a sinistra, tentando di frenare le avanzate di Bianchetti che nel primo tempo ha superato più volte il centrocampo senza avere maglie rossoblù pronte a fermarlo. La seconda scelta per cambiare il volto al Cosenza è Sciaudone. L’ex centrocampista del Novara, allenato da Braglia ai tempi di Taranto, deve dare esperienza e qualità al centrocampo. Il tecnico di Grosseto lo schiera da interno con l’intento di sfruttare i suoi inserimenti. Così Baez torna a fare l’attaccante esterno, ruolo che nella gara interna contro il Lecce aveva acceso i rossoblù. 

Braglia cambia gli attori e riparte dal 4-3-3, inserendo Perez e D’Orazio al posto di Maniero e Legittimo. Il Verona, invece, toglie Pazzini, Di Gaudio e Zaccagni per Di Carmine, Matos e Danzi. I cambi danno ragione a Grosso: siamo al 26’ e Di Carmine da posizione defilata insacca la palla in rete, spegnendo la possibilità di recuperare un risultato già compromesso nel primo tempo. Sembra tutto finito, ma…

La rimonta firmata da Sciaudone e Idda

La reazione dei Lupi arriva a dieci minuti dalla fine. Proprio Sciaudone, con esultanza alla Cr7, di testa supera Silvestri, riaprendo la gara. L’assist su calcio di punizione è di D’Orazio. Ma gli dei del calcio baciano il Cosenza. Idea al 40′ segna il 2-2. Dermaku fa la sponda per l’altro centrale che come a Crotone deposita alle spalle del portiere. Apoteosi rossoblù e sconforto veneto.

Il Verona accusa il colpo per un paio di minuti, ma ha il match-ball con Matos, servito in area da Di Carmine. Provvidenziale la deviazione di un giocatore rossoblù. Sul fronte opposto Perez chiede un rigore, ma Rapuano giudica non falloso l’intervento di Marrone a due passi dalla linea di porta. Al triplice fischio festeggia solo il Cosenza, mentre il Verona si rammarica per aver buttato via due punti. (Antonio Alizzi)

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