Tutte 728×90
Tutte 728×90

Cosenza, ko che brucia. Il Livorno sfrutta l’occasione (2-0)

Cosenza, ko che brucia. Il Livorno sfrutta l’occasione (2-0)

Il Cosenza torna con le pive nel sacco da Livorno: decidono Giannetti e un rigore di Salzano. Traversa Sciaudone, rosso a Tutino.

Il Cosenza non sfrutta l’occasione di chiudere i giochi per la salvezza e consente al Livorno di riaprirli a margine di un 2-0 maturato tutto nel secondo tempo. Hanno deciso il match un gol di Giannetti innescato da uno strepitoso Diamanti e un rigore a tempo scaduto trasformato da Salzano. Braglia recrimina per una traversa di Sciaudone e per un ingenuo rosso procuratosi da Tutino nel finale di gara. 

Diamanti, che classe

Alino Diamanti è un calciatore di lungo corso. Ha giocato per anni in A e all’estero, mettendo nel curriculum presenze in maglia azzurra. Oggi il trequartista di Prato ha fatto la differenza, insieme alla difesa e al portiere Mazzone. Il Cosenza cade, dopo 6 turni di imbattibilità. Cioè da quando non venne messo all’angolo dallo straripante Spezia di Okereke. Il Livorno non è di certo una corazzata ammazza campionato o una pallottola vagante che improvvisamente esplode e fa vittime. Il Livorno, passata la gestione Lucarelli e al centro di controverse vicende societarie (spaccato anche il tifo sul pro-contro Spinelli), con Roberto Breda ha abbandonato l’ultima posizione e scalato fino, con il successo odierno, ad equipararsi al Foggia riducendo a 4 lo scarto con i Lupi. Lupi che hanno socchiuso per 15 minuti del secondo tempo (gli iniziali) gli artigli, quando il Livorno è passato in vantaggio. Diamanti è il tutto fare. Attacco, costruzione, ripiegamento e ripartenza. Lui fa il lavoro duro, a segnare ci pensa Giannetti (su suo cross) e a disfare definitivamente la partita ci pensa il nervosismo di Tutino (espulso per una spintonata ai danni di Bogdan, che è riuscito a provocarlo). Prima di questo caso, i cosentini hanno avuto una caterva di occasione. Baez incontenibile (Luci la dovuto stendere per fermarlo), Legittimo, due gesti acrobatici dello stesso Tutino e una traversa di Sciaudone. Sullo scadere, poi, rientra Capela e lo fa nel peggiore dei modi. Fallo su Dumitru, Marini indica il dischetto e Salzano non perdona. Una doccia fredda sull’entusiasmo di questi mesi, ma il fuoco “dentro” del Cosenza non è spento. La squadra, in fin dei conti ha risposto.

Le scelte dei due allenatori

Braglia ripropone il 4-3-3 con l’attacco dei brevilinei: Baez-Tutino-Embalo. A centrocampo Palmiero è assistito da Sciaudone e Bruccini. Bittante sostituisce Corsi in difesa. Nel Livorno, Breda si aggrappa (letteralmente) a Diamanti, mentre le due punte sono Giannetti e Murilo.

Subito nella mischia

I due “gladiatori”, più il Livorno, sentono l’aria che spira, quella della salvezza. La cittadine tirrenica sta consumando da settimane il doloroso trapasso dirigenziale, al quale non pone rimedio i risultati del campo. Il Cosenza vuole proseguire per uscire fuori dalle rapide. Così lasciano perdere calcoli e geometrie facendo spazio al rombo delle spade. La partita è dalle prime battute aggressiva. Tuttavia, le azioni migliori le colleziona il Livorno: gol negato a Giannetti all’8′ (fuorigioco) e poi due incursioni di Diamanti (9′ e 11′). Dalle parti di Dermaku fanti toscani penetrano senza riportare risultati, però, decisivi. Al 14′ Murilo passa, ma non riesce a concludere in porta. Il Cosenza batte un colo al 20′: Tutino, servito da Baez, sfiora il palo con un tiro “ciabattato”. Dopo nemmeno 10 minuti, Embalo registra il primo affondo nello specchio, ma debole.

Diamanti ovunque

Sulle spalle di “Alino” Diamanti sono riposte le speranza di mantenere la categoria. E’ lui, l’ex punto fermo della Nazionale di Cesare Prandelli del 2012, lo stratega delle manovre dei padroni di casa. In attacco sguscia e cerca di sfinire i difensori di Braglia. Da buon generale di frontiera, scende fin nella mediana per far avanzare i suoi. Se la fanteria di Breda oppone il blocco centrale, al Cosenza non resta che aggrapparsi alla cavalleria e premere lateralmente. Al 39′ l’asse Sciaudone-Tutino-Embalo rischia di far qualcosa, ma alla fine non succede nulla: Mazzone para senza affanni il tiro dell’ex rosanero. Infine, un colpo di testa di Bogdan (42′) alto e un tiro, fuori, di Bruccini (43′), fanno terminare la prima metà di gara. A partita ripresa, Alino “guida” Giannetti in goal con un assist preciso. Perina incolpevole nell’occasione.

Contrattacco silano

Per vedere la carica rossoblù, devono passare altri due tiri da Diamanti, vera spina nel fianco del Cosenza: 11′ e 17′ (palla fuori di poco in entrambe le circostanze). Tutino si scatena. 20′ Mazzone gli toglie dalla porta  il pallone calciato in rovesciata, 30′ il napoletano prova la sforbiciata, ma il tiro termina sul fondo. Braglia butta dentro Mungo e Legittimo (fuori Embalo e Bruccini) ridisegnando la squadra sul 3-4-3. Tuttavia, gli schemi saltano. Tant’é vero che persino Idda prova la botta dalla lunga distanza. Baez è quello più attivo. Infatti, Luci per fermarlo è costretto ad affossarlo al 39′ subendo il cartellino giallo. Dalla punizione successiva, l’uruguagio spara alto.

Nervosismo Tutino, blindatura Livorno.

Nei momenti che contano viene giudicato la maturazione di un calciatore. Quello su cui dovrà lavorare Tutino, se vorrà calcare palcoscenici ancora più superiori, è l’aspetto mentale. Quello che salta, per nervosismo, al 41′: dopo un intervento di Di Gennaro su Baez, Tutino si lascia provocare da Bogdan e lo spinge atterra. Marini lo sbatte fuori dal campo con il rosso diretto. Cosenza in 10. Nonostante questo i Lupi continuano a scontrarsi sugli scudi toscani. Legittimo va vicino al pareggio, ma l’occasione più nitida ce l’ha Sciaudone, che colpisce la traversa. Intanto entra e si scotta Capela. Fallo su Dumitru, rigore, goal di Salzano (Perina aveva intuito). Dopo 6 giornate di imbattibilità cade il Cosenza. (Giulio Cava)

Related posts