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A Cosenza la mostra di Cesare Berlingeri: domani l’inaugurazione

A Cosenza la mostra di Cesare Berlingeri: domani l’inaugurazione

La Galleria d’arte Ellebi inaugura domani la mostra personale di Cesare Berlingeri.

A cinque anni di distanza dall’ultima grande mostra organizzata dalla Ellebi presso gli spazi della galleria Nazionale di Cosenza nel 2014, l’artista ritorna in città con una mostra di opere su carta che, per eleganza e raffinatezza appaiono preziose quanto le piegature su tela e dimostrano la capacità dell’artista di sapersi confrontare con diversi materiali tenendo molto alta la ricerca e la qualità.

Cosa prevede la mostra?

Il ciclo di questi nuovi lavori è presentato in anteprima a Cosenza e rappresenta un corpus di oltre 150 opere su carta che saranno pubblicate in un’importante monografia in occasione della rassegna in programma nei prossimi mesi, presso le prestigiose sale della Reggia di Caserta.

“Disegno di stelle”, “Segnato” e ancora “Piegare le parole” sono solo alcune delle 30 opere dell’artista calabrese considerato da molti come uno degli artisti italiani più innovativi del panorama artistico nazionale celebrato con una grande antologica presso il Museo Marca di Catanzaro mostra preceduta dalle ultime importanti presenze internazionali, nel 2017 presso il Consolato Italiano di Miami e nel 2018 in occasione della presentazione del volume d’arte Cesare Berlingeri. Il silenzio della materi presentato prima a Palazzo Reale di Milano e successivamente al Chiostro del Bramante a Roma.

Parola a Maurizio Vanni

«I lavori di Cesare Berlingeri – sottolinea il curatore di questo volume Maurizio Vanni – hanno il potere di rimettere in discussione la realtà, lo spazio e il tempo e di ridefinire il tutto, individuando elementi di senso nuovi destinati a modificare teorie e pensieri codificati».

«Berlingeri – continua Maurizio Vanni – non lavora partendo dall’idea di qualcosa che è già successo, ma quasi come in un rito propiziatorio si proietta su ciò che deve ancora accadere. Ne scaturisce un’evoluzione artistica costante dove nulla è mai uguale a se stesso e anche se lo fosse la nostra intelligenza emotiva non lo riconoscerebbe a distanza di tempo perché essa stessa è trasformata. Tutto risponde a un’effimera matrice che si sintetizza in una o più azioni, piegature, avvolgimenti, istallazioni più cerebrali che fisiche, legate a forme che esaltano maggiormente la concezione ciclica del tempo che non lo spazio».

Berlingeri spiega la sue opere

L’artista afferma che «la piega è una zona di confine tra due mondi opposti e complementari, tra un visibile e un invisibile, tra una luce e un’oscurità, ovvero tra quello che viene rivelato e quello che l’artista ha dipinto e nascosto all’interno dell’opera stessa e che resta un invito a guardare più in profondità. Nei miei dipinti piegati, costituiti da più superfici sovrapposte, la superficie esterna è la prima immagine che nasconde totalmente o parzialmente le altre. E tale fatto invita l’osservatore a leggere la proiezione dell’opera nel suo svolgersi interiore che alla fine riguarda la stessa intimità di chi indaga». La mostra potrà essere visitata fino al 30 marzo.

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