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Estorsione a Grimaldi, l’ordinanza del gip: disposta una scarcerazione

Estorsione a Grimaldi, l’ordinanza del gip: disposta una scarcerazione

Udienza di convalida oggi per i due indagati originari di Grimaldi, accusati di concorso in estorsione. Il gip ha disposto la scarcerazione per uno dei due. 

Si sarebbero fatti da tramite per recuperare la macchina rubata a una donna di Grimaldi il giorno prima, ma non hanno fatto i conti con i carabinieri della Compagnia di Rogliano che, dopo aver recepito la denuncia della zia di Simone Funaro, hanno studiato un piano investigativo infallibile per incastrare i due.

L’arresto in diretta

I carabinieri hanno dato la somma di 150 euro, richiesta da Simone Funaro alla parte offesa, suddivisa in tre banconote da 50 euro e consegnate alla donna, non prima di averle fotocopiate in ufficio. Si sono nascosti all’interno dell’appartamento, sentendo la conversazione tra la persona offesa e Simone Funaro, il quale avrebbe spiegato di essersi recato nella mattinata del 13 febbraio a Cosenza nei pressi dell’ospedale civile e di aver contatto delle persone di sua conoscenza che gli avrebbero richiesto la somma di 600 euro per riavere in dietro la macchina e di averli fatti scendere alla cifra di 500 euro, in quanto i soggetti avrebbero detto che l’auto era ormai presa e «bisognava pagare almeno il caffè». 

La donna quindi ha sfilato i soldi dalla tasca del pantalone, consegnandoli al nipote, chiedendo dove fosse nascosta la sua auto. Indicazioni che il ragazzo poteva dare solo quando avrebbe consegnato la somma alle persone di Cosenza. Una volta presi i soldi in mano, i carabinieri nascosti nell’appartamento sono entrati in azione, immobilizzando l’indagato e dichiarandolo in arresto nella flagranza del reato. 

Il ruolo marginale dell’altro indagato

All’esterno dell’abitazione c’era invece Mirco Chiarello, a circa dieci metri dalla porta d’ingresso nel ruolo di “palo”. Anch’egli arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari come stabilito dal pm di turno Antonio Bruno Tridico della procura di Cosenza. Terminate le formalità di rito dei due indagati, i carabinieri si sono fatti accompagnare nel posto dove era nascosta la macchina, ovvero ad Aiello Calabro in contrada Acquafredda. 

Oggi l’udienza di convalida

Il gip di Cosenza Manuela Gallo, valutando i documenti a sua disposizione, ha osservato che l’arresto è da considerarsi legittimo, mentre sui gravi indizi di colpevolezza, in riferimento alla posizione dei due indagati, ha distinto le due posizioni. Nel caso di Simone Funaro sussistono gravi elementi indiziari per i reati di ricettazione ed estorsione aggravata. 

Nella Cnr, inoltre, viene riportato che Simone Funaro avrebbe chiesto alla zia di non andare dai carabinieri, in quanto si sarebbe impegnato a recuperarle l’auto, ma la persona offesa aveva il sentore che fosse coinvolto nella vicenda del furto, probabilmente fatto da altre persone allo stato non identificate. Ma il gip comunque ritiene che Fusaro sia coinvolto. 

Il gip valuta gli elementi a carico di Simone Funaro quali di univoca valenza indiziante, visto che lui stesso ha dichiarato il luogo in cui era nascosta la macchina. Circostanze che hanno fatto aumentare gli elementi a carico dell’indagato, il quale avrebbe agito «chiaramente nel proprio interesse esclusivo e per trarre un personale vantaggio dalla vicenda e non certo nell’interesse esclusivo della vittima». Per avere 150 euro dalla zia.

La versione di Fusaro

Interrogato dai carabinieri di Rogliano, il ragazzo avrebbe dichiarato di aver retto il gioco al cugino, figlio della persona offesa, colui che – a dire di Fusaro – avrebbe realmente rubato la macchina della mamma perché aveva bisogno di soldi, negando di essersi accordato col cugino di una spartizione dei guadagni dell’operazione illecita. Versione che non ha convinto né il pm né il giudice. 

Le esigenze cautelari

Per Chiarello, difeso dagli avvocati Pasquale Vaccaro e Giuseppina Torchia, il gip ha ritenuto non raggiunta la soglia della gravità indiziaria, disponendo l’immediata scarcerazione, in quanto la versione data dal ragazzo ha pienamente convinto il giudicante, visto che mancano elementi precedenti alla consumazione del reato di estorsione. Rapporti con Fusaro che non sono emersi nel corso delle indagini.

Simone Funaro, difeso dall’avvocato Pietro Sammarco, ha ottenuto l’obbligo di dimora nel comune di Grimaldi perché la sua personalità non è particolarmente allarmante, nonostante abbia un precedente penale in ordine a materia di armi. (Antonio Alizzi)

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