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TELA DEL RAGNO | Omicidi di mafia, la sentenza slitta a marzo

TELA DEL RAGNO | Omicidi di mafia, la sentenza slitta a marzo

Lungo processo d’appello per arrivare alla sentenza di secondo grado su diversi omicidi di mafia avvenuti nel Tirreno cosentino.

Ultima udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro prima della sentenza di secondo grado. Parliamo del processo sugli omicidi di mafia contenuti nella maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, denominata “Tela del Ragno”, il cui titolare era l’attuale procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, all’epoca applicato alla Distrettuale del capoluogo di regione.

Oggi il magistrato che rappresentava la procura generale ha ascoltato le controrepliche di alcune difese, in particolare su movente e dinamica dell’omicidio di Luciano Martello.

Nel caso di specie, le contestazioni hanno riguardato la partecipazione al delitto di Umile Miceli, difeso dagli avvocati Antonio Ingrosso e Paolo Pisani, Giancarlo Gravina, difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno e, infine, Giovanni Abruzzese, difeso dagli avvocati Giorgia Greco ed Antonio Quintieri. Controrepliche che hanno affrontato tutte le indagini svolte dai carabinieri, basandosi anche sulle motivazioni che hanno portato alla condanna degli imputati coinvolti nell’omicidio di Martello.

La procura generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Cosenza in riferimento agli omicidi di mafia che avevano aperto una guerra tra i clan presenti nella costa tirrenica cosentina. A marzo, dunque, l’epilogo del processo di secondo grado. (a. a.)

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