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Bernaudo: «Rende rischia di dimenticare se stessa»

Bernaudo: «Rende rischia di dimenticare se stessa»

Rende rischia di dimenticare se stessa.

Non mi riferisco solo alla rimozione della sua storia, ma anche a quella della sua unicità e diversità; e in quest’ottica va inquadrato anche il problema dell’impoverimento del centro storico.

Continuare a considerarlo parte a se stante della città significherebbe consegnarlo a un inevitabile ed irrimediabile isolamento. Tuttavia, sarebbe quanto meno ingenuo pensare siano sufficienti singoli “interventi-spot” – sicuramente tardivi e opportunamente sincronizzati con appuntamenti elettorali imminenti.

Bisogna invece ripensarlo alla luce della sua storia e del suo recente sviluppo; analizzare le scelte che sono state operate e che hanno determinato quello che è, lasciando incompiuto nell’immaginario quello che sarebbe potuto essere.

La bellezza del centro storico – con la sua storia, la sua cultura, le sue memorie – è patrimonio della collettività: pensare di valorizzarlo esclusivamente con la monocultura del turismo sarebbe riduttivo e limitante.

È fondamentale, invece, puntare anche sulla ricostituzione di un tessuto sociale stabile, capace di esprimere le proprie identità e unicità.

Diventa pertanto prioritario promuovere la “prossimità fisica” del centro storico con l’intera area urbana, attraverso una razionale ed efficace politica delle reti e dei trasporti. Con la consapevolezza che uguali attenzione e cura debbano essere prestate a tutto il territorio – quindi, anche al centro storico: al fine di promuovere una crescita omogenea, che abbia una ricaduta positiva sulla comunità rendese e sull’intera area urbana.

Mariarosalba Bernaudo (Idee in Circolo)

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