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La stampa francese studia il populismo in salsa calabrese

La stampa francese studia il populismo in salsa calabrese

Il prestigioso settimanale francese  Mariannededica un interessante approfondimento sulla situazione politica italiana e lo fa con un ampio reportage firmato da Alain Léautier.

Il giornalista ha trascorso alcuni giorni in Calabria, regione che ha tributato il maggior numero di consensi al Movimento Cinquestelle, per analizzare i meccanismi che hanno portato all’attuale stratificazione del voto. Il dossier giornalistico è costruito attraverso le voci di alcuni tra i protagonisti e osservatori della politica locale: i docenti Unical Francesco Raniolo e Domenico Cersosimo, la parlamentare Annalaura Ferrara e il consigliere Domenico Miceli, entrambi pentastellati, la consigliera comunale del Partito Democratico Bianca Rende, oggi capolista per il collegio di Cosenza 3, a sostegno della mozione Martina.

Le parole di Bianca Rende

Léautier, per meglio comprendere un fenomeno inedito in Francia come quello dei gilet gialli, si è chiesto quali siano le ragioni del successo dei movimenti populisti. «Dalla difficoltà dei partiti tradizionali – ha spiegato Bianca Rende – di intercettare e comprendere una rabbia sociale che trova nella crisi economica e nella nuova precarietà del lavoro le sue ragioni principali.

La lotta alla corruzione è stato un altro argomento forte della campagna dei Cinquestelle anche se oggi non sembra più essere argomento discriminante, tant’è che a scelte poco coerenti dei rappresentanti del popolo non fa seguito l’indignazione che ci si attenderebbe. Il voto ai Cinquestelle – è il pensiero di Rende – è drogato da promesse irrealizzabili e falsi moralismi che trovano smentita alla prova dei fatti».

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L’assenza dei simboli tradizionali nelle elezioni comunali

Il cronista, bene informato, si interroga sull’assenza di simboli tradizionali nell’ambito delle  ultime amministrative locali. «Già la campagna elettorale di cinque anni fa  a Rende – spiega la consigliera Pd nell’articolo – con i laboratori civici, è stata anticipatrice di una tendenza a nascondere l’appartenenza ai partiti tradizionali, due anni dopo fu il sindaco di Cosenza, Occhiuto, a presentare liste civiche, un civismo mascherato sotto il quale  hanno trovato comunque riparo i dirigenti del singoli partiti».

Nel suo viaggio in Calabria, il giornalista francese è andato alla scoperta delle ragioni del moto antieuropeista in una regione che beneficia fortemente dei fondi Ue. «Il sentimento antieuropeo – dice Bianca Rende nella ricostruzione di Marianne – qui si nutre del fatto che non c’è una reale consapevolezza della spesa dei fondi strutturali, quindi si sa di questa imponente mole di risorse, ma essendo i livelli di sviluppo sempre arretrati non si ha percezione della qualità e della quantità della spesa. E questo alimenta la sfiducia nei confronti del progetto europeo».

La disamina sulla politica calabrese non può non passare dai seggi conquistati dalla Lega anche in Calabria, anche su questo il giornalista ha chiesto il parere di Bianca Rende, «è paradossale – ha affermato l’esponente del Pd – che  un movimento come la lega di Salvini si affermi al Sud. E’ come se i meridionali avessero dimenticato gli insulti di cui sono sempre stati destinatari». L’intero contenuto del reportage può essere consultato sul sito del settimanale Marianne.

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