Serie B

Si scrive Tonali, si legge Pirlo. Gioca nel Brescia l’enfant prodige del calcio italiano

Stesso ruolo in campo, stessa squadra di crescita e maturazione, stesso look, stesse giocate da fenomeno, stessa precocità calcistica. Scrivi Sandro Tonali, ma leggi Andrea Pirlo. Il paragone tra il centrocampista del Brescia e l’ex regista della nazionale campione del mondo nasce spontaneo.

Il millenian si sta confermando il faro della squadra capolista di Serie B. Non facendosi schiacciare, fino a questo momento, dal paragone abbastanza ingombrante.

Le tante similitudini Pirlo-Tonali

Anche visivamente i due si somigliano in maniera incredibile. Con Pirlo che supera per precocità Tonali di pochissimi giorni: esordio tra i “grandi” a 17 anni, 3 mesi e 5 giorni contro 17 anni, 3 mesi e 18 giorni, entrambi in Serie B e tutti e due con la maglia delle rondinelle bresciane. Insomma le stigmate del predestinato ci sono tutte. Capire se Tonali farà una carriera simile a quella di Pirlo però, può solo essere oggi un augurio per il classe 2000 nato l’ 8 maggio a Lodi. Dopo un attenta analisi e dopo esser andati oltre la somiglianza fisica, le caratteristiche tecniche tra i due sono abbastanza evidenti. Più piede e più tecnica per il Pirlo diciottenne. Più corsa e più forza fisica per il Tonali di oggi. Anche i ruoli, considerato il Pirlo diciottenne, sono diversi visto che quest’ultimo diventerà regista con il passare degli anni. All’inizio della sua carriera, in molti lo ricorderanno, giocava infatti come trequartista. Tonali invece ha fin da subito avuto in mano le redini del gioco del Brescia in mezzo al campo. Dal girone di ritorno dello scorso anno è praticamente inamovibile nello scacchiere delle rondinelle al di là degli allenatori che si sono susseguiti in questo lasso temporale (Boscalgia, Marino, Pulga, Suazo e Corini).

Per Tonali un calciomercato da star

Le voci di mercato si sprecano. Praticamente tutte le big gli hanno messo gli occhi addosso, considerando anche il fatto che Tonali è già stato chiamato in nazionale maggiore da Mancini (e su questo ha superato Pirlo). Lui resta tranquillo, visto il rinnovo con il Brescia fino al 2021 e la promessa morale fatta a Cellino. Se i lombardi venissero promossi in A, la prossima stagione non si muoverà. Staremo a vedere. Nel frattempo sabato lo ammireremo a Cosenza. Lui, a differenza di Pirlo, sarà certamente della partita. Il 13 ottobre del 1996 infatti, nell’unico incrocio tra l’ex regista della Juventus ed il Cosenza in partite ufficiali giocate nell’allora “San Vito”, Edoardo Reja lo lasciò in panchina per tutta la partita. Il match finì 1-1 con le reti di Neri ed il pareggio di Marulla nel secondo tempo. (Alessandro Storino)

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Redazione Cosenza Channel

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