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Violenza sessuale su minore a Vaglio Lise, in aula parlano le vittime

Violenza sessuale su minore a Vaglio Lise, in aula parlano le vittime

Nuova udienza del processo che deve fare luce sulla presunta violenza sessuale su minore consumatasi a Vaglio Lise nei mesi scorsi.

Sotto processo c’è Francesco Mazzei, già noto alle forze dell’ordine e attualmente rinchiuso in carcere, sin dal giorno del suo arresto eseguito dai carabinieri della Compagnia di Cosenza. Oggi in aula il collegio giudicante di Cosenza ha sentito i due ragazzini minorenni: la vittima tredicenne e l’amico diciassettenne.

Le testimonianze delle due vittime, seguiti da un neuropsichiatria presente in aula, sono durante in totale quasi cinque ore, nel corso delle quali accusa, difesa e parti civili hanno insistito molto su alcuni punti fondamentali dell’inchiesta.

L’istruttoria dibattimentale

L’interesse della procura di Cosenza, rappresentata in udienza dal pm Giuseppe Cozzolino, è quella di provare le accuse contro Mazzei. Oggi la ricostruzione dei fatti doveva confermare o arricchire le indagini svolte dai militari dell’Arma. Se la difesa ha messo in dubbio la veridicità del racconto dell’amico di lei, l’avvocato Chiara Penna, difensore della ragazzina, ha tutelato più volte la credibilità della sua assistita.

La ragazzina ha confermato quanto detto ai carabinieri, aggiungendo di non aver dichiarato tutto all’epoca perché era intimorita e spaventata. Sulla consumazione del rapporto sessuale avrebbe riferito tutte le fasi della presunta violenza sessuale. Dal momento in cui l’imputato avrebbe costretto i due a seguirlo negli scantinati della stazione ferroviaria di Vaglio Lise, dove avrebbe preso i soldi e i cellulari dei due ragazzini, abusando sessualmente della ragazzina.

A tal proposito, l’amico 17enne ha dichiarato oggi che non era la prima volta che vedevano Mazzei, nel senso che più volte lo avrebbero incontrato su corso Mazzini e quel giorno, a dire del primo testimone, l’imputato li avrebbe seguiti dalla Villa Nuova fino a Vaglio Lise. Inoltre, ha aggiunto che una parte delle dichiarazioni rese a sommarie informazioni ai carabinieri le avrebbe inventate. Fatto su cui la difesa di Mazzei ha insistito molto al fine di disarticolare l’impianto accusatorio.

Quando i due ragazzini sono scesi giù, dove c’erano anche altri rumeni, Mazzei avrebbe iniziato a palpeggiare la ragazzina, toccandole il seno e il sedere. Due gesti che il 17enne dice di aver visto con i suoi occhi. Non ha confermato invece di aver visto direttamente l’atto sessuale, ma solo di aver notato che l’imputato aveva abbassato una gamba del pantalone di lei.

La ragazzina conferma la violenza sessuale

Dal canto suo, la ragazzina ha ribadito di aver subito le violenze, tra cui la penetrazione, confermando quindi di non aver guardato cosa stesse facendo Mazzei perché teneva la mano del suo amico ed era girata dall’altro lato. Qualche dubbio sulla presenza o meno del preservativo non trovato in prossimità dei luoghi della violenza, perché Mazzei lo avrebbe buttato in un tombino. Violenze e sequestro di persona sarebbero durati in tutto quasi 45 minuti.

Al termine dell’udienza, l’avvocato Principato ha chiesto al presidente del collegio, Salvatore Carpino, la revoca della misura cautelare in carcere per Mazzei con una meno afflittiva. Prossima udienza 7 maggio 2019. (a. a.)

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