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Roma, la nuova vita del piccolo Giulio grazie al dottore cetrarese Daniele Zenardi |VIDEO|

Roma, la nuova vita del piccolo Giulio grazie al dottore cetrarese Daniele Zenardi |VIDEO|

Nei giorni scorsi, la protesi mioelettrica impiantata al piccolo Giulio. La sua reazione ha commosso l’Italia. A seguire il paziente un giovane cetrarese di successo: il dott. Daniele Zenardi.

 

Un’ esclamazione che lascia a bocca aperta per la spontaneità che puà arrivare soltanto dai bambini ed il cuore che si scioglie in un attimo. “Oh. Ammazza mamma, posso tenerlo?” ed il piccolo Giulio, di soli tre anni, nato senza l’avanbraccio, può iniziare una nuova vita, con una protesi biomeccanica mioelettrica, denominata Energy, che gli permetterà di aprire e chiudere la mano grazie ai sensori collegati alla muscolatura esistente nella parte alta del braccio. Il video sta commuevengo il web ed è arrivato anche oltremanica, con il Daily Mail che ha dedicato un articolo alla storia condividendo il video sotto.

E’ successo a Roma qualche giorno fa, presso Itop Spa Officine Ortopedice, importante azienda della capitale che si occupa di protesi biomeccaniche. A seguire il bambino, originario di Pomezia, fin dai primi approcci con il nuovo arto, è stato il tecnico ortopedico protesista Daniele Zenardi, 36 anni, noto professionista di Cetraro, dov’è cresciuto e dove vive la sua famiglia. Trasferitosi a Roma dal 2001 per studiare nella capitale, si è presto specializzato nello studio delle protesi di ultima generazione, diventando presto uno dei migliori specialisti italiani nel campo.

Alla storia hanno dedicato servizi tv i telegiornali nazionali come il TG4 e Studio Aperto di Italia 1 e sia il Premier Matteo Salvini che l’ex ministro Giorgia Meloni, hanno postato sui loro profili social la storia del piccolo Giulio (nella foto sotto insieme a Zenari) che adesso potrà veramente iniziare una nuova vita. Anche se, come ha spiegato la mamma, il nomenclatore che passa le protesi ai biambini nati senza un arto è ancora fermo agli anni 90 ed oggi, purtroppo, hanno accesso alle attrezzature più avanzate solo chi può permettersele da se, visto che il servizio sanitario nazionale non è per nulla aggiornato. Sarebbe bello che, nel 2019, non ci siano più i bambini di Serie A e quelli di Serie B. (Alessandro Storino)

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