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Falso dentista a Cosenza, condannato il titolare dello studio odontoiatrico

Falso dentista a Cosenza, condannato il titolare dello studio odontoiatrico

Aveva permesso a un odontotecnico di svolgere l’attività di dentista, affermando di essersi laureato in Ucraina. Condannato il titolare dello studio odontoiatrico di Cosenza.

E’ il 2012, precisamente il 20 novembre, quando i carabinieri dei Nas accedono presso lo studio dentistico del dottor G. R. A. (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci), situato su corso Mazzini a Cosenza, per verificare chi stesse svolgendo l’attività odontoiatrica in quanto risultava che il titolare quel giorno si trovava nell’altro studio di Bari.

Il dentista “abusivo”

I carabinieri, guidati dal maresciallo Battaglia, affermano di aver avuto difficoltà ad entrare nello studio in questione e quando arrivano all’obiettivo scoprono che N. I. era un dentista “abusivo”, visto che dichiarava di essere in possesso di una Laurea ottenuta in Ucraina, che l’Italia non riconosceva. A ciò si aggiunge che lo stesso N. I. non era iscritto all’albo degli odontoiatri italiani. All’interno dello studio c’erano anche la segretaria F. R. (difesa dall’avvocato Gianluca Bilotta) ed un altro odontotecnico, R. S., giudicato ed assolto con rito abbreviato perché non aveva svolto attività di dentista. Al momento dell’accesso dei NAS c’erano diversi pazienti che erano in attesa di essere “curati” dal falso dentista, nei confronti del quale viene emesso un decreto penale di condanna. Il dentista titolare dello studio e la segretaria impugnano il decreto e parte il processo.

L’istruttoria dibattimentale

Prima che inizi il processo si costituiscono una paziente, danneggiata dalla condotta degli imputati), rappresentata dall’avvocato Fabio Bonofiglio, l’A.N.D.I, difesa dall’avvocato Gennaro Giordano e l’ordine medici e odontoiatri, assistiti dall’avvocato Maria Maddalena Giuncato.

I Nas hanno confermato quanto scoperto nel corso dell’ispezione, così la pubblica accusa ha chiesto la condanna a due mesi di reclusione per il dentista che aveva permesso all’odontotecnico di prestare servizio nel suo studio non avendo né laurea né abilitazione, mentre per la segretaria la procura di Cosenza ha richiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

Le parti civili avevano concluso per la condanna degli imputati e risarcimento del danno. L’avvocato Bonofiglio in particolare aveva richiesto la condanna del dottore al risarcimento del danno con una provvisionale di 25.50o euro pari alla somma che la sua assistita aveva corrisposto al dentista.

La sentenza di primo grado

Il Giudice monocratico Tartaro ha assolto la segretaria perché il fatto non costituisce reato e e ha condannato il dentista di Cosenza alla pena di mesi 2 di reclusione con sospensione della stessa. Inoltre, ha accolto in toto le richieste delle parti civili:  30.000 mila euro per la paziente, di cui 25.500 euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva ed alla refusione delle spese legali quantificate in 2.500 euro oltre oneri ed accessori di legge. Infine, ha condannato sempre il dentista al risarcimento del danno nei confronti delle altre parti civili costituite, quantificandolo in 20.000 euro per ciascuna parte civile ed alla refusione delle spese legali da questi sostenute quantificate in 2.500 euro oltre oneri ed accessori per ciascuna parte civile.

 

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