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Oliverio: «Mai tradito i calabresi». E si attendono le motivazioni dei giudici…

Oliverio: «Mai tradito i calabresi». E si attendono le motivazioni dei giudici…

Il governatore si affida a Facebook per esprimere il suo pensiero dopo la decisione della Cassazione di revocare l’obbligo di dimora.

«È stato un inverno lungo e freddo quello che ci lasciamo alle spalle. Un inverno per me particolare che lascia un segno indelebile nella mia esistenza e nella storia della Calabria. Finalmente è arrivata la Primavera a ridare giustizia a me e alla terra che ho la responsabilità e l’onore di guidare» scrive il governatore della Calabria, Mario Oliverio.

«Voglio ringraziare per questo i miei avvocati Enzo Belvedere ed Armando Veneto che con grande competenza e rigore professionale hanno fatto valere le ragioni della Legge e la forza della Giustizia davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Tre mesi bui in cui il dubbio dello smarrimento della giustizia è stato costantemente in agguato» aggiunge il politico del Pd, nato e cresciuto a San Giovanni in Fiore.

Oliverio: «Mai tradito i calabresi». E si attendono le motivazioni della Cassazione
La Cassazione

«Sapere di essere onesti ed innocenti ed allo stesso tempo condannati alla privazione della libertà senza processo è duro ed amaro da accettare. E ancor più feroce l’angoscia alimentata dal dubbio che i calabresi possano essersi sentiti traditi e ingannati da colui nel quale hanno riposto la loro fiducia, affidandogli la responsabilità di governare la Cosa Pubblica, il loro futuro, le loro speranze» prosegue Oliverio. «I calabresi devono stare tranquilli, il loro presidente non ha mai tradito la loro fiducia e mai lo farà».

Poi un passaggio sul suo modo di operare da governatore e non solo. «La mia azione di governo è stata sempre ispirata alla lealtà, ai valori dell’onestà e all’affermazione della legalità, valori in cui ho creduto e continuo a credere e per i quali ho speso la mia intera esistenza».

«Valori che considero fondamentali per recuperare la fiducia necessaria al riscatto di questa terra ingiustamente martoriata e segnata da ferite profonde. Una terra ricca di grandi risorse umane e naturali per la quale vale la pena battersi anche a costo di sacrifici dettati da ingiustizie che lasciano segni profondi. Un ringraziamento a quanti mi sono stati vicino, a partire dalla mia famiglia e dai miei cari, dai tantissimi cittadini che malgrado tutto non sono stati mai sfiorati dal dubbio» conclude il post su Facebook.

Dopo l’ordinanza si respira un cauto ottimismo

La Cassazione poche volte annulla senza rinvio una misura cautelare, in precedenza discussa dal Riesame. Ma la decisione degli ermellini è sicuramente un segnale forte. Ora, tuttavia, non basta sapere che l’obbligo di dimora sia annullato per “festeggiare”, perché contano le motivazioni dei giudici che dovranno spiegare se in diritto l’accusa di abuso d’ufficio regge o no.

E’ pur vero che anche il procuratore generale aveva chiesto l’annullamento senza rinvio, invocato dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto, ma dietro un’ordinanza del genere potrebbero esserci due letture diverse.

Quella che porta all’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza che, di conseguenza, fanno venir meno la misura cautelare, o quella che riguarda proprio il venir meno delle esigenze cautelari rispetto alle contestazioni datate di un progetto, quello degli impianti sciistici di Lorica, tutt’ora funzionante.

Qualora la Cassazione decidesse che per Oliverio non vi siano i gravi indizi di colpevolezza per mantenere l’obbligo di dimora, sarebbe certamente un duro colpo per l’ufficio inquirente di Nicola Gratteri e dei suoi colleghi che hanno coordinato l’inchiesta.

Al contrario se gli ermellini dovessero confermare gli elementi indiziari a carico del governatore, ritenendo superfluo il fatto di doverlo “confinare” a San Giovanni in Fiore, la posizione di Mario Oliverio non cambierebbe rispetto ai giorni prima dell’udienza davanti alla Suprema Corte. Staremo a vedere. (a. a.)

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