Tutte 728×90
Tutte 728×90

Fiordilino, quel baby prodigio che è rimasto a Cosenza

Fiordilino, quel baby prodigio che è rimasto a Cosenza

A Cosenza, con Roselli in panchina, sembrava sbocciato un talento. Fiordilino però a Palermo non ha trovato la sua consacrazione.

Luca Fiordilino sembrava destinato ad una carriera brillante, tanto che quando lasciò Cosenza per seguire l’ex ds Meluso a Lecce in molti non presero bene la sua decisione. Quella vissuta al Marulla, tuttavia, resta la sua unica stagione a livelli decisamente elevati perché, una volta cambiata maglia, non ha avuto la progressiva e rapida accelerazione pronosticata urbi et orbi.

Nemo propheta in patria

Classe 1996, ha ancora tutto il tempo per imporsi come un elemento determinante in una categoria impegnativa quale la Serie B. Fiordilino, tuttavia, non sta trovando lo spazio sperato nel suo Palermo. Sta vivendo la seconda stagione consecutiva in rosanero, nel club che lo ha coccolato da piccolo, fatto crescere e puntato sul dinamismo che lo caratterizza. Nel campionato ancora in essere ha totalizzato appena 9 gettoni di presenza, partendo soltanto in 2 occasioni da titolare. I minuti giocati sono 250, molto pochi per chi ha ambizioni e aspirazioni di tutt’altra natura. L’anno scorso andò un po’ meglio: 14 apparizioni di cui 4 dall’inizio e 482’ in campo. Stellone lo ha schierato sempre da interno di centrocampo, soltanto una volta lo ha posizionato davanti alla difesa: nei 3’ finali del blitz in casa del Cittadella.

Fiordilino fece la fortuna di Roselli

A lanciare Fiordilino nel calcio che conta fu Giorgio Roselli che, nella stagione di Serie C 2015-2016, fronteggiò l’infortunio di Caccetta dando fiducia all’allora 21enne caruso palermitano. Non impiegò molto a capire di avere trovato a sorpresa un baby prodigio che permise al club di realizzare una valorizzazione imponente (ingaggio a carico dei siciliani e contributo di 1000 euro a gettone di presenza, ndr) e alla squadra di godere di una ventata di freschezza e vivacità. Il rendimento si abbassò quando, con il rientro del capitano, il tecnico per garantirgli una maglia lo spostò in una zona defilata della mediana. In tutto scese in campo in 32 occasioni, ma a luglio optò per il Via del Mare dove non convinse del tutto Padalino che lo utilizzò prevalentemente da playmaker senza ottenere il massimo. (Antonio Clausi)

Related posts